NO AL TRUSTED COMPUTING! 

Che cosa è il Trusted Computing?
Diciamo che molto brevemente lo si può riassumere come una serie di tecnologie atte a "blindare" una piattaforma hardware o software (ad es. un personal computer). Tale blindatura consiste essenzialmente nell'impossibilità da parte di chicchessia di avere accesso ai vari componenti che compongono tale piattaforma, ed imponendo tutta una serie di restrizione di usabilità e di accesso che rimane "per sempre" di proprietà di chi l'ha implementata.
Facciamo un esempio concreto.
Compro un PC che fa uso di tale tecnologia.
Poniamo ad esempio che usi tale computer per un suo tipicamente d'ufficio.
Tutto ciò che realizzo in tale ambito è "usabile" solo nel contesto di QUEL PC.
Se chi ha implementato sia l'harware che i vari programmi che utilizzo, non ha previsto in modo esplicito che io possa esportare i contenuti che ho creato su di un'altra piattaforma, NON LI POSSO in nessun modo utilizzare su di un altro PC!
Non solo.
Se addirittura è stato impedito, nella progettazione di questo dispositivo, l'impossibilità di utilizzare altri programmi se non quelli forniti a corredo, io posso installare null'altro, ad esempio che so OpenOffice per redigere documenti.
Quindi, io compro un bel giocattolo e non sono proprietario nemmeno di ciò che realizzo!
Questo, è vero, è un esempio abbastanza esasperato, ma nemmeno tanto lontano dalla realtà.
E ovviamente, per le molteplici opportunità commerciali, che tutto questo potrebbe produrre, la cosa è già in avanzamento galoppante.
Se si vuole una descrizione più dettagliata di tutto questo, si vada sul sito http://www.no1984.org/, un'organizzazione dedita al contrasto della diffusione dell'approccio Computing Trusted.
Per una sua definizione puntuale si consulti invece la pagina su Wikipedia dedicata all'argomento.

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