Dentro e Fuori Casa 


Due vicende diverse.
Lontane tra loro.
Una qui di casa nostra.
L'altra d'oltre oceano.
Lontane anche nel tempo.
Quella di casa nostra di qualche giorno fa, l'altra del 2001.
Due diversi aspetti dello stesso modo di essere.
La prima vicenda, la più lontana, nello spazio e nel tempo.
11 Settembre 2001. Crollo delle due torri gemelle del WTC, New York, Stati Uniti.
Il sindaco di allora, Rudy Giuliani, quella mattina, appena saputo della crisi dovuta allo schianto dei due aerei sulle torri, allestì una postazione di gestione della crisi a poca distanza dall'evento, al 75 di Barkley Street.
All'improvviso prima del collasso delle due torri, furono avvertiti del pericolo di crollo imminente e decisero di abbandonare l'edificio in cui operavano, in cui rimasero intrappolati per 10-15 minuti, come lo stesso sindaco di allora riportò in un'intervista rilasciata lo stesso giorno dal giornalista Peter Jennings alla ABC News.
Quello che emerge da questa storia è la scarsa considerazione della vita umana.
Già prima del crollo si era a conoscenza dell'evento, sicuramente in pochi ne erano a conoscenza, sindaco compreso, ma non si fece nulla per sgomberare le persone che erano presenti lì, sopratutto per quelle in quel momento impegnate nelle operazioni di soccorso.
Magari si avrebbe avuto un effetto limitato, ma di sicuro almeno qualche vita umana sarebbe stata salvata.
Invece si decise semplicemente di fare sgomberare l'edificio da cui Rudy Giuliani gestiva l'unità di crisi.
Questa intervista fu poi in parte ritratta da Giuliano, che affermò che non consideravano il crollo imminente, ma che questo sarebbe comunque avvenuto nelle 8-9 ore immediatamente successive.
Per farsi un'idea dell'accaduto si veda su YuTube un filmato montato dalla redazione di luogocomune.net.
E' sicuramente un montaggio orientato a dimostrare le tesi cosiddette "complottiste" riguardo l'11 Settembre.
Ma quello che a me preme sottolineare qui, è la pochezza in cui viene tenuta in considerazione la vita.
E come si prendano e si distorgano le proprie stesse affermazioni solo per un tornaconto personale.
La seconda vicenda qui in Italia, pochi giorni fa'.
Protagonista il Senatore Gustavo Selva di Alleanza Nazionale.
E' stato lo stesso senatore a raccontare, durante l'intervista televisiva su La7 di aver "detto una piccola bugia, un trucchetto da giornalista per arrivare qui", dato l'intenso traffico a quell'ora.
Il Senatore ha simulato un malore ed ha preso un'ambulanza fuori da Palazzo Chigi che prima l'ha trasportato in ospedale e poi, su sua richiesta, lo ha portato dal suo cardiologo.
L'indirizzo del cardiologo, però, era quello degli studi di La7!
Dopo il vespaio di critiche piovute sul parlamentare così si è difeso:
"Uscito da Palazzo Chigi, mi sono sentito male. Un funzionario mi ha indicato l'ambulanza, ma non c'erano i dottori a bordo. Quindi sono andato in ospedale e lì stavo meglio. Mi volevano mandare un'auto, ma già che ero su, tanto valeva farmi dare un passaggio".
Peccato che prima lo smentiscano le sue stesse dichiarazioni, poi quelle del personale dell'ambulanza alla quale si era rivolto. E non da ultime dallo stesso responsabile del 118 intervistato proprio dal telegiornale de La7 la sera del giorno dopo il fatto.
Uno spregio nei confronti di chi realmente ha bisogno dei servizi di pronto soccorso, e di chi magari avrebbe dovuto attendere, aspettando un mezzo di soccorso impegnato in servizio taxi...
Ovviamente è dal 13 Giugno iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi del reato di truffa formulata dalla Procura di Roma ...
Ma non è finita.
In seguito alla vicenda il senatore avrebbe affermato che, per rispetto della reputazione dei suoi colleghi parlamentari, avrebbe dato le dimissioni, salvo poi ritrattare, affermando che metteva il suo mandato nelle mani degli altri suoi colleghi.
Di sicuro sulle eventuali dimissioni si terrà una votazione.
Di norma a scrutinio segreto...
Piccoli uomini in casa nostra.


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