Divenire 


Siamo in divenire.
Abbiamo fatto più progressi negli ultimi cento anni che in tutti i migliaia di anni di storia dell'uomo.
Nonostante tutto ciò che ci ha accompagnato. Anche cose decisamente negative. Prevaricazioni, sopraffazioni, stermini.
Ho un'idea precisa in proposito.
Il progresso è legato al numero, alla quantità.
Via via siamo aumentati, specie appunto in questo ultimo periodo storico.
Abbiamo raggiunto una massa critica, la qual cosa ha permesso di innescare un altro processo, quello legato alla conoscenza.
O meglio alla condivisione della conoscenza.
Nonostante tutti i tentativi da parte di molti di costringerla in ambiti particolari, di conservarla come fosse un segreto, di non condividerla, di limitarne l'uso assoggettandola ad interessi particolari ed economici, la conoscenza è esplosa.
Anche se una piccola percentuale di individui ha la possibilità di accerdervi attraverso gli studi, è comunque una moltitudine, ed il fatto di essere in così tanti, ha fatto in modo che la necessaria condivisione portasse ad un balzo improvviso in avanti.
E siamo solo all'inizio.
Credo energicamente, che siama di fronte all'inizio di un ulteriore salto repentino.
Grazie alla sempre più pervasiva ed indiscriminata diffusione di Internet.
Si perché, ora una mole sempre più cospicua di informazioni è stata ed è sempre più disponibile a tutti.
E ciò avviene a tutti i livelli, vale per lo studioso, per lo studente, per chi ha pure una formazione limitata.
Tutto è sempre più a disposizione di tutti.
Questo sta portando ad un innesco inarrestabile di scoperte e di nuove conoscenze.
Si immagini solo la figura del ricercatore settant'anni fa.
Per avere accesso alla ricerca doveva essere in contatto con una cerchia di persone in ambito universitario od industriale.
Le informazioni passavano di mano molto lentamente.
A volte passavano mesi se non anni dopo una nuova scoperta prima che questa avesse diffusione in ambito scientifico.
E ciò avveniva sopratutto grazie alle pubblicazioni di carattere scientifico od accademico, accessibili solo a pochi.
Capitava non di rado che, in modo contemporaneo, od a poca distanza, diversi ricercatori facessero le stesse scoperte.
E queste magari erano le basi di altre che non avrebbero potuto svelarsi senza gli studi precedenti.
Ora avviene tutto immediatamente.
E tutto è immediatamente accessibile.
Si pensi solo alle banche dati dei genomi umani, animali, vegetali.
Un patrimonio immenso a cui lo scienziato può attingere senza ostacoli.
Od ai brevetti.
E' di questi giorni la notizia, che l'ufficio brevetti americano, ha approvato un progetto pilota Peer To Patent Project, che è partito ieri 15 Giugno 2007, il cui scopo sarà quello di sarà quello di evitare la registrazione di brevetti inutili, grazie al contributo di tutti.
Grazie ad esperti in materia di tecnologie informatiche, si avrà la possibilità di valutare e fornire informazioni su più di 250 applicazioni in attesa di brevetto, aiutando a far emergere la così chiamata "prior art", cioè informazioni liberamente disponibili su realizzazioni precedenti la richiesta di brevetto che invalidano o rendono superflua la richiesta stessa.
La cosa fantastica è costituita dalla disponibilità immediata di informazioni che farà si che un imprenditore, venuto a conoscenza di un progetto meritevole in attesa o già brevettato, potrà mettersi in contatto direttamente con lo sviluppatore di tale progetto, favorendo la commercializzazione di un prodotto od una tecnologia che non avrebbe avuto diffusione, o che se l'avrebbe avuta, sarebbe avvenuta dopo anni!
Quindi non solo proteggendo la proprietà intellettuale e mettendo lucchetti alla libera circolazione dell'informazione, ma contribuendo attivamente alla diffusione del sapere e della conoscenza!


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