Cipro, Banche ed Europa. Qualcosa che non Torna 


Più cose succedono, più mi convinco del fatto che questa non è l'Europa che sognavo.
Crisi Cipriota.
Sentendo tutti i commentatori economici, la responsabilità della crisi del sistema è stata causata dalla malagestione delle banche cipriote.
Il governo non ha i mezzi per tamponare l'emorragia, c'è bisogno dell'intervento dell'Europa.
Il fondo salvastati istituito in Europa dovrebbe servire a sostegno di quel sistema bancario quasi al collasso.
Soldi nostri ovviamente. Di noi europei.
Ancora una volta si dovrebbero usare i nostri soldi per coprire responsabilità della gestione delle banche.
Ma non basta.
A parziale copertura del fabbisogno di copertura, si dovrebbero prelevare forzatamente soldi direttamente da conti correnti delle banche cipriote.
E visto che Cipro è quasi un paradiso fiscale, meta di depositi di natura più o meno trasparente, potrebbe sembrare cosa buona e giusta.
Ma i piccoli correntisti?
Cipro aveva avanzato l'ipotesi di esonerare dal prelievo la fascia di depositi sotto i ventimila euro, l'Europa ha risposto picche.
Si decurterebbe dall'importo di circa sei miliardi di euro circa trecento milioni. Cosa non accettabile.
Non accettabile? Sarebbe circa un ventesimo della cifra complessiva!
Oltretutto proprio i piccolo correntisti sono quelli sicuramente meno responsabile della condizione di questo sistema e della speculazione ad esso associata.
Ma no, questo è inaccettabile.
E poi come spiegare il fatto che sono tutti in fibrillazione e quasi nel panico?
Rispetto ai bilanci di ben altre banche in altri paesi come Germania, Francia e Italia, un simile importo complessivo non sarebbe così drammatico da gestire da parte europea.
Cosa altro c'è?
Che buco reale c'è?
Chi sono i veri personaggi coinvolti?
Cosa rischiano veramente?
Ed intanto il parlamento di Cipro boccia il provvedimento (voluto come condizione sine qua non) richiesto dall'europa.



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