Un Assordante Silenzio. Ancora 
Ritorno a parlare in merito alle LENR, riprendendo un altro post sempre su FORBES e sempre a cura di Jeff McMahon, dal titolo: "Tiny Nuclear Reactions Inside Compact Fluorescent Bulbs?" (Reazioni Nucleari Leggere all'interno delle Lampade Fluorescenti Compatte?)

Reazioni nucleari innoque a bassa energia possono essere normali all'interno delle lampade fluorescenti compatte, e causano fermento le teorie di un fisico a ricercatori della NASA con la prospettiva di produzione di energia a basso costo e non inquinante.
Le reazioni nucleari possono essere responsabili di un'inusuale "impronta" di isotopi di mercurio nelle lampade fluorescenti normalemente utilizzate che possono essere la causa dell'inquinamento ambientale dai bulbi, dice Lewis Larsen, un fisico di Chicago che appoggia la teoria Widom-Larsen, la quale studia le reazioni nucleari lente tra gli elementi che non sono radioattivi.

"Come la maggior parte delle persone non immagina, i processi nucleari dinamicamente attivi avvengono attualmente nelle case di decine di milioni di famiglie in tutto il mondo", mi ha detto Larsen.

"Per fortuna, non ci sono rischi di radiazioni per la salute associati con le CFL (Lampade Fluorescenti Compatte) perché esse non emettono radiazioni pericolose", dice Larsen, "e non sono pericolose per l'ambiente, gli isotopi radioattivi a lunga vita non sono in genere creati dalle LENR (reazioni nucleari a bassa energia)."

Larsen sospetta che reazioni nucleari a bassa energia si verificano nelle CFL, mi ha detto, ed è incoraggiato da uno studio del febbraio su lampade usate nelle quali si sono trovati isotopi di mercurio che le teorie più convenzionali non possono spiegare.

Gli autori di questo studio analizzato hanno utilizzato lampade fluorescenti alla ricerca di un'"impronta" unica di isotopi di mercurio. Se potessero trovare un'"impronta" unica, i ricercatori sarebbero in grado di identificare l'inquinamento da mercurio nell'ambiente proveniente da lampade fluorescenti di scarto:

"Tutte le lampade fluorescenti usano mercurio (Hg) che può essere una fonte di mercurio inquinante per l'ambiente in caso di rottura," scrivono gli autori, guidati da Chris Mead del Global Institute dell'Arizona State University of Sustainability, nel numero di febbraio di Environmental Science and Technology.

Una parte del mercato sempre più ampia richiede lapade fluorescenti sempre più compatte, i ricercatori si aspettano che l'inquinamento da mercurio dalle lampade continui ad aumentare:

"La quota antropica di emissioni atmosferiche del mercurio rappresentata da lampade fluorescenti negli Stati Uniti è del 1-5 per cento. Solo un terzo delle lampade fluorescenti vengono riciclate. L'illuminazione da lampade fluorescenti continua a soppiantare le lampade a incandescenza, e come le emissioni di mercurio provenienti da fonti di grandi dimensioni, come il carbone, centrali elettriche e gli inceneritori di rifiuti urbani si sono ridotte, così le lampade fluorescenti diverranno una fonte inquinante di mercurio sempre più importante per l'ambiente. Pertanto, un metodo per rivelare e quantificare il mercurio derivato da lampade fluorescenti sarebbe molto utile."

I ricercatori hanno trovato la loro "impronta" unica di mercurio da lampade fluorescenti. Ma non possono spiegare perché è così unica nel suo genere:

"Il mercurio catturato usando le CFL mostra un insolitamente elevato frazionamento isotopico (la distribuzione di mercurio nei suoi vari isotopi), il modello presente è del tutto diverso da quello che è stato osservato in precedenti ricerche di isotopi di mercurio, a differenza dell'arricchimento isotopico intenzionale".

Larsen crede di sapere perché gli isotopi di mercurio nelle lampadine fluorescenti compatte utilizzate sono diversi:

"Quando è stato osservato il fenomeno attraverso la teoria Widom-Larsen, i dati relativi agli isotopi di mercurio, raccolti accuratamente da Mead ed altri suggeriscono che le trasmmutazioni dovute a reazioni nucleari a bassa energia (LENR) possono effettivamente avvenire a tassi estremamente bassi nelle CFL durante il normale funzionamento" ha detto.

E questo dovrebbe rendere l'idea di reattori nucleari casalinghi meno spaventosa, Larsen ha aggiunto.

"Se questi nuovi dati eccezionali saranno verificati, si fornirà la prova che le LENR saranno una vera e propria tecnologia "verde", una tecnologia nucleare pienamente sicura".

Larsen spera di dimostrare che le reazioni nucleari a bassa energia sono sicure, verdi e comuni, sopratutto per distinguerle dalle reazioni di fissione che producono pericolose radiazioni ionizzanti nei reattori convenzionali. Egli ha trovato prove di LENR che si verificano nelle batterie a ioni di litio, convertitori catalitici, e naturalmente nei processi batterici e fulmini.

Molti ricercatori, tra cui gli scienziati della NASA, stanno lavorando sui reattori nucleari a bassa energia che utilizzano combustibili non pericolosi come nichel e idrogeno per produrre energia e innoqui sottoprodotti, come il rame. Ho discusso dei reattori in modo più dettagliato in un post precedente (vedi quale post sotto, n.d.t.), la NASA: 'Un Reattore Nucleare per Sostituire il Vostro Scaldabagno'.

Ma se le reazioni nucleari a bassa energia sono così comuni, perché non sono state notate prima dalla comunità scientifica? In parte perché non hanno studiato bene i fenomeni. L'attività LENR si fa notare poco, secondo Larsen, e "può essere facilmente rilevata e misurata attraverso l'uso di tecniche di spettroscopia di massa straordinariamente sensibili sugli isotopi stabili."

"Di conseguenza, per quasi 100 anni i processi LENR sono stati effettivamente nascosti alla maggior parte della comunità scientifica, anche se erano in bella vista."



Di seguito il testo originale.


Harmless low-energy nuclear reactions may be taking place routinely inside of compact fluorescent lightbulbs, according to a physicist whose theories have NASA researchers abuzz with the prospect of cheap, non-polluting energy.

Nuclear reactions may be responsible for an unusual fingerprint of mercury isotopes in used fluorescents that can identify environmental pollution from the bulbs, said Lewis Larsen, a Chicago physicist associated with the Widom-Larsen Theory, which explores slow nuclear reactions among elements that are not radioactive.

“Unbeknownst to the general public, dynamically active nuclear processes are presently occurring in tens of millions of households worldwide,” Larsen told me.

“Fortunately, there aren’t any radiological health risks associated with CFLs because no hard radiation is emitted from them, ” Larsen said, “ and no environmentally hazardous, long-lived radioactive isotopes are typically created by LENRs (low energy nuclear reactions).”

Larsen has suspected low energy nuclear reactions occur in CFLs, he told me, and is encouraged by a February study of used bulbs that found isotopes of mercury that more conventional theories cannot explain.

The authors of that study analyzed used fluorescent bulbs looking for a unique fingerprint of mercury isotopes. If they could find a unique fingerprint, researchers could identify mercury pollution in the environment that comes from discarded fluorescents:

“All fluorescent lamps use mercury (Hg) and can be a source of Hg to the environment when broken,” write the authors, led by Chris Mead of Arizona State University’s Global Institute of Sustainability, in a February issue of Environmental Science and Technology (subscription required).

As compact fluorescents command a larger share of the lighting market, the researchers expect mercury pollution from the bulbs to increase:

“The share of atmospheric anthropogenic Hg emissions represented by fluorescent lightbulbs in the United States is 1–5 percent. Only a third of fluorescent lightbulbs are recycled. As fluorescent lighting continues to supplant incandescent lighting, and as emissions from large point sources of Hg, such as coal-fired power plants and municipal waste incinerators are reduced, fluorescents will become an increasingly important source of Hg to the environment. Therefore, a method to detect and quantify Hg derived from fluorescents would be very useful.”

The researchers found their unique fingerprint for mercury from fluorescent bulbs. But they can’t explain why it’s so unique:

“The trapped Hg of used CFL show unusually large isotopic fractionation (the distribution of mercury into its various isotopes), the pattern of which is entirely different from that which has been observed in previous Hg isotope research aside from intentional isotope enrichment.”

Larsen believes he knows why the mercury isotopes in used CFLs are different:

“When viewed through the conceptual lens of the Widom-Larsen theory, Mead et al.’s carefully collected Hg isotope data suggests that low energy nuclear reaction (LENR) transmutations may actually be occurring at extremely low rates in CFLs during normal operation,” he said.

And that should make the idea of home nuclear reactors less frightening, Larsen said.

“If this outstanding new data is substantiated by further experimentation, it provides yet more proof that LENRs are likely to be a truly ‘green,’ safe nuclear technology.”

Larsen hopes to demonstrate that low-energy nuclear reactions are safe, green and commonplace in part to distinguish them from fission reactions that produce dangerous ionizing radiation in conventional reactors. He has found evidence of LENRs occurring in lithium-ion batteries, catalytic converters, and naturally in bacterial processes and lightning.

Many researchers, including NASA scientists, are working on low-energy nuclear reactors that use non-hazardous fuels like nickel and hydrogen to produce energy and non hazardous by-products, like copper. I discuss the reactors in more detail in a prior post, NASA: A Nuclear Reactor To Replace Your Water Heater.

But if low energy nuclear reactions are so commonplace, why haven’t scientists noticed them before? In part because they haven’t looked. LENR activity is subtle, according to Larsen, and it “can only be readily detected and measured through the use of extraordinarily sensitive mass spectroscopy techniques on stable isotopes.”

“Consequently, for nearly 100 years LENR processes have effectively been hidden in plain sight from the vast majority of the scientific community.”


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