Grillo, Santoro ed il Governo. Rivediamo tutte le carte. 


Cominciamo dal Grillo.
Si sa il Grillo è foriero di buoni Consigli.
Ma non sempre.
Il Governo, come istituto, non è fondamentale per poter legiferare.
Corretto, l'istituto organo principe per proporre, discutere ed approvare leggi è proprio il Parlamento, o meglio le due Camere.
Sino ad ora vi è stata una quasi piena sudditanza da parte del Parlamento nei confronti del Governo per ciò che concerne la formulazione legislativa.
Anzi il Governo si è fatto carico di supplire ad un'inefficienza parlamentare con la proposta continua di Decreti Legge, Disegni di Legge e richiesta di Fiducia alle Camere per la loro approvazione.
Si può dire che queste siano state solo un istituto per lo più passivo di fronte alle richieste del Governo.
E su questo Grillo ha ragione. Il Parlamento si deve riappropriare di una funzione che gli è propria. E d'altro canto il Governo deve fare ciò che gli compete, amministrare e giustappunto governare.
Dice ancora Grillo che sarebbe dispostissimo lui stesso con il suo movimento, a realizzarne uno, proprio per gestire il paese.
In mancanza di questa possibilità, che un governo lo formino le altre forze politiche in campo, da sole, insieme o come altro meglio credano.
Ma per ora questa possibilità risulterebbe preclusa, vista la mutua esclusione dell'una rispetto all'altra. Posizioni inconciliabili ci dicono.
Benissimo allora, dice sempre Grillo, che si continui con l'attuale Governo, in una sorta di "prorograzio", per l'amministrazione degli affari correnti, mentre le camere penserebbero a legiferare per le misure più importanti.
E stasera ho sentito Santoro nella sua trasmissione su La7 "Servizio Pubblico", dare un'interpretazione della situazione diametralmente opposta.
Le Camere hanno il preciso compito di formare un Governo.
Questo poi, avrà il compito, si di governare il paese, ma nel contempo orientare la formulazione di leggi per la governabilità del paese.
Anzi: Compito preciso del Parlamento è formare un governo.
Una visione diametralmente opposta direi.
Poi mi è venuto alla mente un post che ho pubblicato qualche giorno fa, il 27 Marzo 2013: "Gli spin doctor, i giornalisti e il frame." in cui Marcello Foa esprimeva la tesi per cui, verrebbero implementate tecniche precise, da parte di gruppi economici, politici o semplicemente di potere per condizionarci verso direzioni precise.
Un' "idea" verrebbe sobillata in maniera insinuosa nella nostra mente, dando in pasto ai giornali ed agli organi di informazione, una "certa" visione delle cose, in maniera tanto accreditata ed autorevole da farci ritenere e giudicare il messaggio che vogliono far passare come quello corretto.
Come discernere un messaggio da un altro allora?
O meglio come farsi un opinione corretta e precisa?
Bisogna fare alcune considerazioni.
Nel mondo occidentale, vivono e sono presenti diverse democrazie, i cui processi di funzionamento sono molto diversi.
Ma tutte, quella più o quella meno, si basano su modelli abbastanza coerenti e convergenti.
A tutti i cittadini (o quasi) è data facoltà di voto.
I voti espressi servono per eleggere organi legislativi e/o esecutivi.
Ad esempio.
Negli Stati Uniti, in tempi diversi, vengono eletti il Congresso (l'organo legislativo), ed il Presidente, che avrà il compito di formare un governo che dovrà presiedere (organo esecutivo).
In Italia, come in altri paesi, non essendo una democrazia presidenziale, la cosa funziona diversamente.
I cittadini, con il voto, hanno l'onere di eleggere i rappresentanti delle due camere (senato e camera).
A tali rappresentanti sarà demandato il compito di formulare leggi per lo Stato.
Avrà anche la responsabilità di eleggere il Presidente della Repubblica, uno degli organi di garanzia delle istituzioni.
Altro suo compito sarà anche quello di dare la fiducia ad un governo su proposta del Presidente della Repubblica, sentite le camere stesse.
Il Governo a sua volta dovrà provvedere all'amministrazione corrente dello Stato, proporre leggi al vaglio delle camere e formulare decreti di urgenza che dovranno essere comunque convertiti in leggi dal Parlamento.
Suo compito sarà anche quello di rappresentare lo Stato Italiano all'estero, firmare trattati e convenzioni, provvedere a situazioni di necessità od emergenza, gestire l'ordine pubblico, controllare questione economiche e di bilancio, sempre sotto la tutela del Parlamento.
Quindi bisogna convenire che, primo, vi è la necessità di formare ed avere un Governo nel pieno delle sue funzioni, secondo, che tale impegno deve essere assunto dai due rami del Parlamento.
Governo pienamente funzionate implica una condizione diversa da quella attuale.
L'attuale governo di transizione, si è dimostrato incompetente ed inconcludente nelle sue decisioni, e del tutto inadatto a gestire la presente situazione nel paese.
Si evince quindi l'obbligo e la necessità di concorrere, insieme al capo dello Stato, alla formazione di un nuovo governo.
Questo non implica di per se il fatto che il Movimento 5 Stelle abbia obbligatoriamente il dovere di appoggiare chicchessia.
Anzi è nella sua piena facoltà di arroccarsi su posizioni di opposizione.
Ma il punto è proprio questo. Un governo deve necessariamente esistere e deve essere pienamente attivo.
Non si può affermare di potere stare comunque in una situazione perenne di governo "provvisorio".
La nostra Costituzione prevede un certo tipo di funzionamento.
Ovviamente questo può essere cambiato in qualsiasi momento.
Ma allo stato attuale le cose funzionano nel modo sopra descritto e non in altro.
Non viviamo in uno stato con una forma di partecipazione diretta (laocrazia), dove i singoli cittadini concorrono direttamente nel governo del proprio paese.
Magari sarà un punto di arrivo proponibile per una futura riformulazione dei meccanismi di funzionamento democratico.
Ma ripeto non è la situazione attuale.
In questo momento dobbiamo per forza di cose operare con gli strumenti che abbiamo a disposizione.
Quindi vi è veramente la necessità di formare un nuovo governo.
Anche perché, in questa situazione dove non è per nulla chiaro chi è maggioranza e chi opposizione, si rischia di rimanere in stallo anche per quanto riguarda il normale funzionamento del parlamento, dal momento che alcune cariche nelle commissioni da formare in aula, non possono essere attribuite facilmente stanti gli attuali regolamenti interni alle camere che prevedono meccanismi di attribuzione basati su regole di maggioranza ed opposizione.
Che fare quindi?
Secondo me per iniziare, bisogna avere ben chiari i concetti sopra esposti.
Inoltre, dare l'appoggio e la fiducia alla figura di un primo ministro in concorrenza con altre forze politiche non significa aver fatto o fare per il futuro accordi con tali forze.
Si può benissimo appoggiare un governo senza parteciparvi e questo non significa affatto fare inciuci od accordi nascosti.
Se le persone che lo compongono sono persone degne, capaci ed autorevoli (difficile vero trovarle), ritengo che non si contravvenga ad alcun contratto stipulato con gli elettori. Altrimenti sarebbe proprio come nascondersi dietro una foglia di fico.
Una cosa però al momento è certa.
Tali persone non sono gli attuali attori principale delle forze politiche.

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