Epurazioni. 


Mi ripeterò.
L'Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana così recita:

"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato."

Questo vuole esprimere il seguente concetto:

"Ogni singolo parlamentare non è vincolato da alcun mandato né verso il partito, o movimento, cui appartiene quando viene candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli hanno consentito di essere eletto a una delle due Camere."

Questa norma fu introdotta nella nostra Costituzione per ragioni precise ed opportune.

Fu concepito come garanzia di Democrazia, per tutelare in maniera assoluta la libertà di espressione ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.
Per far si, cioè, che si potessero esprimere liberamente e senza costrizione, pensieri e parole, senza essere soggetto succube di alcuno, fosse partito od istituzione, e persino eventualmente in contrasto con chi lo avesse eletto.
Contrariamente a ciò che si può pensare, leggendo sopratutto le affermazioni di alcuni, questa cosa non costituisce tradimento o inganno per l'elettore, anzi questa è garanzia che il proprio eletto agirà sempre in maniera non condizionata da alcuno.
Se poi a fine mandato l'elettore non dovesse più riconoscersi in chi a votato, sarà sua facoltà rivolgersi a qualcun altro.
Questo punto fermo così espresso dalla nostra Costituzione, non è arrivato storicamente di punto in bianco.
E' stato un percorso graduale nel processo di assunzione dei principi democratici.
Inizialmente la persona eletta "DOVEVA" rappresentare in toto l'elettore. Cioè doveva esprimere sempre ed in ogni occasioni esattamente i propositi dell'elettore.
Aveva cioè vincolo di mandato.
Ci si accorse presto, nel periodo in cui tale principio vigeva, che questo non garantiva il normale processo democratico dell'intera nazione che doveva essere governata.
Mi riferisco qui all'esperienza francese verso la fine del 1700.
Difatti sono proprie di quegli anni le formulazioni di tali principi da parte prima di Edmund Burke e poi ripresi ed elaborati da Emmanuel Joseph Sieyès e inseriti nella Costituzione francese del 1791.

Perché questo lungo preambolo?
E' notizia di oggi l'avvenuta espulsione dal Movimento 5 Stelle, di Marino Mastrangeli. Anche se in realtà sarà poi una votazione della rete che ne decreterà l'uscita dal movimento.
La motivazione?
Aver partecipato ad alcuni talk-show.
La prima reazione che ho avuto è stato pensare: "Ma siamo matti?".
Avrei un paio di considerazioni da fare.
Innanzitutto bisogna fare una precisazione.
Le epurazioni non sono una esclusiva inaugurata dal Movimento 5 Stelle.
Epurazioni sono avvenute praticamente in ogni movimento o partito della nostra repubblica.
Il Partito Comunista prima e poi ora il PD ne hanno compiute diverse. E per le più svariate motivazioni.
E così pure il PDL, la Lega, Alleanza Nazionale, e cosi via.
Perché sorprendersi allora.
Perché il movimento di Beppe Grillo si è presentato sin da subito come diverso da tutti gli altri e sinceramente sono rimasto sorpreso e deluso invece dall'utilizzo di una prassi che per molti motivi ho sempre detestato.
Sopratutto per una motivazione così fragile ed assurda.
Va bene si è contravvenuto ad una decisione presa a maggioranza.
Ma questa è una motivazione che poggia su presupposti gravemente errati.
Io in quanto elettore di una forza politica VOGLIO sentire le parole della persona che ho votato, voglio che esprima i suoi pensieri, voglio che combatta per essi, lo voglio costantemente affermare i principi per i quali l'ho votato.
Se poi a fine mandato noterò forti discrepanze tra ciò che ha fatto ed ha affermato, semplicemente non lo voterò più.
Ma il mio eletto DEVE poter esprimere SEMPRE, ed in TUTTE le circostanze che riterrà opportune, il proprio pensiero.
E qualsiasi limitazione gli sarà imposta nell'esprimere questa sua libertà costituirà una GRAVISSIMA violazione nei principi Democratici e Costituzionali in cui credo.
E per questo che non accetto, non condivido e ritengo lesiva dei diritti fondamentali di libera espressione quanto è accaduto oggi.
Posso capire un invito a non comparire dei dibattiti televisivi, ma per l'appunto il tutto deve limitarsi ad un invito e nulla più.
Il Deputato Mastrangeli potrà essere simpatico come una suola di scarpe usata, potrà apparire come arrogante, presuntuoso e fortemente narcisistico ed egocentrico, ma per nessun motivo gli dovrà essere impedito di manifestare il proprio pensiero nelle sedi che più riterrà opportune.
E secondo quanto stabilisce la Costituzione, solo a fine mandato gli elettore che lo hanno eletto potranno manifestare e tirare un bilancio sul suo lavoro compiuto.
Che piaccia o meno la Costituzione Italiana stabilisce questo.
Se si partecipa alla vita politica questa si deve accettare.
Se non si condividono alcuni aspetti che essa promulga ci si può attivare per cambiarli.
Ma sino a che essi valgono essi sono.
In questi giorni sono molto amaramente dispiaciuto dal comportamento del Movimento 5 Stelle.
Tante speranze avevo riposto in esso.
Constatando che il resto del mondo politico è di una inconsistenza preoccupante.

Beppe Grillo sicuramente mi attribuirà il titolo di Troll.
Ebbene si allora sono un Troll.
Orgoglioso di essere Troll.



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