Fiscal Compact e Consapevolezza. 


Ho già parlato in precedenza di quanto questa Europa non mi piaccia.
Io amerei moltissimo un'Europa unita con un unica costituzione.
Dove sempre, si verrebbe in aiuto di chi ne ha bisogno.
Ma lo ripeto quest'Europa non mi piace proprio.
Ci sono alcuni aspetti che riguardano la gestione e vita Europea che andrebbero affrontati da tutta la comunità italiana.
Ci sono norme, vincolanti e limitanti della nostra sovranità, che andrebbero emanate con il nostro pieno consenso, senza l'intermediazione del Parlamento.
Perché riguardano aspetti della nostra vita troppo importanti, che condizionano le nostre esistenze e decretano la distinzione tra benessere e disperazione.
Bisognerebbe che ogni qualvolta una di queste decisioni così delicate per la nostra vita viene presa, tutto il popolo venisse consultato tramite un referendum.
Sarebbe l'unico modo per far emergere e rendere consapevole a tutti ciò che da altri viene deciso.
Queste decisioni così importanti vengono prese approfittando dell'ignoranza e della pigrizia in cui spesso ci culliamo.
Sentiamo nei telegiornali o leggiamo nei quotidiani, termini e parole che ci attraversano di sfuggita, senza che mai, ci sia la reale intenzione di informare e spiegare.
Meno siamo a conoscenza di queste cose, più facile è prendere decisioni.
Decisioni spesso prese con superficialità e colpevolezza.
Ad esempio in quanti hanno sentito parlare del famigerato "Fiscal Compact"?
Si, ne avremo sentito e letto, e nemmeno tutti, ma senza capire sino in fondo le enormi implicazioni che esso comporta.
Con esso viene perso un altro pezzettino della nostra sovranità.
Esso stabilisce che dobbiamo sottostare in maniera precisa e definita a certi impegni in materia si spesa pubblica, di bilancio e di deficit.
Ed in caso di sforamento automaticamente siamo oggetto di provvedimenti e di sanzioni.
Ma non solo.
Tali impegni devono presi dai singoli stati membri ed essere inseriti all'interno delle proprie legislazioni, in maniera vincolante.
Va da se, che in caso di necessità, non è permesso alcuno sforamento od eccezione.
E se alcune misure dovessero essere prese, come nel caso presente, queste non possono essere prese.
Con il risultato paradossale che non potremmo essere conformi a tali dictat, perché non avremmo nemmeno i mezzi per esserlo, dal momento che dovremmo sforare tali parametri per riuscire a rientrarci poi.

Tale provvedimento è stato recepito dal nostro parlamento, in pieno governo Monti, il 14 Settembre 2012.
Favorevoli a tale provvedimento 216 senatori (su 261 presenti) e 368 deputati (su 498 presenti).
Quindi quasi tutti favorevoli.

In Blu Membri dell'eurozona, in Verde Membri dello SME, in Azzurro Altri membri UE, in Rosa Membri UE che non hanno firmato il patto di bilancio.

Tale trattato di bilancio europeo o Trattato sulla stabilità, è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell'Unione europea (con l'eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca), entrato in vigore il 1º gennaio 2013.
Il patto contiene una serie di regole, chiamate "regole d'oro", che sono vincolanti per il principio dell'equilibrio di bilancio.
L'accordo prevede per i paesi contraenti, secondo i parametri di Maastricht fissati dal Trattato CE, l'inserimento in Costituzione dell'obbligo di perseguire il pareggio di bilancio (art. 3, c. 1), l'obbligo per tutti i paesi di non superare la soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% (e superiore all'1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del Pil), oltre a imporre una significativa riduzione del debito al ritmo di un ventesimo (5%) all'anno, fino al rapporto del 60% sul Pil nell'arco di un ventennio (artt. 3 e 4).
Gli stati inoltre si impegnano a coordinare i piani di emissione del debito col Consiglio dell'Unione e con la Commissione europea (art. 6).
Come riportato pure su Wikipedia.

Come riportato da diversi economisti, come premi Nobel per l'economia Kenneth Arrow, Peter Diamond, William Sharpe, Eric Maskin e Robert Solow, in un appello pubblico rivolto al presidente Obama:
"Inserire nella costituzione il vincolo di pareggio del bilancio rappresenterebbe una scelta politica estremamente improvvida. Aggiungere ulteriori restrizioni, quale un tetto rigido della spesa pubblica, non farebbe che peggiorare le cose";
soprattutto questo:
"avrebbe effetti perversi in caso di recessione. Nei momenti di difficoltà diminuisce infatti il gettito fiscale (per concomitante diminuzione del PIL) e aumentano alcune spese pubbliche tra cui i sussidi di disoccupazione. Questi ammortizzatori sociali fanno dunque aumentare il deficit pubblico, ma limitano la contrazione del reddito disponibile e quindi del potere di acquisto (che influiscono sul consumo o domanda di beni o servizi)".
Nell'attuale fase dell'economia, continuano:
"è pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente. I grossi tagli di spesa e/o gli incrementi della pressione fiscale necessari per raggiungere questo scopo, danneggerebbero una ripresa economica già di per sé debole".
Nell'appello si afferma che:
"anche nei periodi di espansione dell'economia, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita economica, perché gli incrementi degli investimenti a elevata remunerazione - anche quelli interamente finanziati dall'aumento del gettito - sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati da riduzioni della spesa di pari importo".
Infine si afferma che:
"un tetto vincolante di spesa comporterebbe la necessità, in caso di spese di emergenza (per esempio in caso di disastri naturali), di tagliare altri capitoli del bilancio mettendo in pericolo il finanziamento dei programmi non di emergenza".
Critico anche l'economista e premio Nobel Paul Krugman, il quale ritiene che l'inserimento in costituzione del vincolo di pareggio del bilancio, possa portare alla dissoluzione dello stato sociale.

E hanno preso ancora l'anno scorso un impegno del genere, senza il nostro consenso esplicito.
Tutti d'accordo.
Gli stessi di allora, gli stessi che ora formeranno un nuovo governo, in piena continuità con quello precedente.
Destra e Sinistra insieme.
Entrambi pienamente corresponsabili e consapevoli.
Mentre l'Italia sprofonda sempre più giù...

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