E-Cat HT su arXiv. Cioè ancora su Sperimentazioni Fusione Fredda. 


arXiv è un archivio, disponibile su Internet, per bozze definitive di articoli scientifici in fisica, matematica, informatica e biologia.
E' un immenso archivio di pubblicazioni in continua crescita; come riportato da Wikipedia, "nel giugno 2010, arXiv.org conteneva più di 610 000 documenti, con circa cinquemila nuovi aggiunti ogni mese".
Il 16 Maggio 2013 è stato inserito un lavoro, ad opera degli autori: Giuseppe Levi, Evelyn Foschi, Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Roland Pettersson, Lars Tegnér, Hanno Essén, dal titolo: "Indication of anomalous heat energy production in a reactor device".
Si tratta di uno studio effettuato sul dispositivo chiamato E-Cat (utilizzante probabilmente principi alla base della cosidetta "Fusione Fredda"), prodotto dalla società "Leonardo Corporation" ad opera dell' Ing. Andrea Rossi.
Nello specifico, prende in esame le possibili anomalie sotto forma di calore in eccesso, in un tipo particolare di reattore a tubo chiamato E-Cat HT.
Secondo quanto riportato sul sito del produttore, tale dispositivo lungo 33cm con un diametro di 8,6cm per la produzione di energia, lavora in un range di temperature che varia da 350° sino a 1050°, utilizza come combustibile delle tavolette di carburante solido a base di idrogeno di produzione della stessa Leonardo Corporation, e come innesco elettricità e/o gas naturale. Con un COP che va da 2 sino a 10. Si intende per COP il coefficiente di prestazione di un generatore, definito come l'energia utile totale all'uscita, diviso la sola energia immessa.

Di seguito si riporta la traduzione dell'abstract di tale articolo, ed il file completo del lavoro in formato pdf così come pubblicato su arXiv.


Indicazioni di anomalie della produzione di energia sotto forma di calore in a reattore
contenente idrogeno caricato con polvere di nickel.

Giuseppe Levi
Bologna University, Bologna, Italy
Evelyn Foschi
Bologna, Italy
Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Roland Pettersson and Lars Tegnér
Uppsala University, Uppsala, Sweden
Hanno Essén
Royal Institute of Technology, Stockholm, Sweden

ABSTRACT

Un'investigazione di tipo sperimentale sulle possibili anomalie della produzione di calore, viene effettuata in un tipo particolare reattore a tubo chiamato E-Cat HD.
Il reattore è caricato con una piccola quantità di idrogeno, arricchito con nickel in polvere come additivo.
La reazione è innanzitutto attivata tramite il riscaldamento di una resistenza inserita nel tubo di reazione.
La misura della produzione di calore è stata realizzata utilizzando telecamere ad alta risoluzione di immagini termiche, registrando i dati ogni secondo dal reattore a tubo caldo.
Le misure della energia elettrica in ingresso, sono state realizzate con un analizzatore trifase di potenza ad ampio spettro.
I dati sono stati acquisiti in due step di esperimenti uno di 96 ore e l'altro di 116 rispettivamente.
Un'anomalia relativa alla produzione di calore è stata osservata in entrambi gli esperimenti.
Nell'esperimento della durata di 116 ore è stata compresa anche una calibrazione della configurazione iniziale senza la ricarica attiva presente nel dispositivo E-Cat HT.
In ques'ultimo caso non è stato generato calore in eccesso oltre il calore atteso dall'ingresso elettrico.
L'energia volumetrica calcolata e la densità di energia gravimetrica sono risultate decisamente superiori a quelle di qualsiasi nota fonte chimica.
Anche per le ipotesi più conservative per quanto riguarda i possibili errori nelle misure, il risultato è ancora di un ordine di grandezza maggiore relativamente alle fonti energetiche convenzionali.

Qui si può scaricare il lavoro completo.

Si può parlare di un tassello nuovo, che va ad incastonarsi di quella che oggi viene considerata la ricerca sulle LENR e sulla "Fusione Fredda".
Sebbene oramai gli studi e le ricerche svolte siano veramente molte, ed addirittura in alcuni casi si stia già passando dalla fase prototipale a quella commerciale per l'utilizzo energetico, il silenzio sia su molte riviste scientifiche mainstream prestigiose, sia sui grandi media tradizionali, è divenuto imbarazzante, come già ribadito in post precedenti.
In un momento come questo, di crisi economica ed occupazionale, lasciare cadere nell'indifferenza, ambiti così rilevanti in campo di ricerca, dove l'Italia ha occupato in passato ed occupa tuttora spazi non indifferenti, è davvero colpevole.
Il CNR ha già condotto in passato, ricerca e sperimentazione in questi settori.
Non bisogna perdere, proprio ora, terreno e competenze acquisite in quella che è l'arena internazionale.


Piccole note di aggiornamento



Come mi è stato giustamente fatto notare da Richard di ALTRO GIORNALE.ORG e come anche più estesamente riportato da Lorenzo Mannella su WIRED.it sul post, veramente acuto nell'analisi, "Il paper scientifico su E-cat. Funziona davvero?" del 22 Maggio 2013:
"arXiv non è una rivista scientifica dotata di peer review: è un catalogo open access che vanta solo di un sistema di endorsement mediato da autori che hanno già pubblicato sul sito. Significa che nessuno scienziato esterno al progetto e all'elenco dei firmatari si è adoperato per valutare la correttezza tecnica e formale della pubblicazione firmata dal team internazionale di cui parla la Prometeon. Non significa che l'articolo sia errato ma, piuttosto, va detto che una rivista scientifica tradizionale non lo avrebbe mai pubblicato se non a seguito di controlli molto più approfonditi".
Ovviamente sono affermazioni corrette, cha vanno giustamente riportate.
Il punto che però volevo evidenziare, al di la del valore di ricerca e condivisione dei lavori scientifici pubblicati (tanto è vero che comunque tali pubblicazioni avvengono su uno spazio messo a disposizione dalla Cornell University), invece sta nel fatto che ricercatori e scienziati di pubbliche università ed istituti di ricerca, mettono alla berlina la loro attività professionale di accademici e ricercatori per un ambito della ricerca che per lo più è osteggiato dalla scienza mainstream.
Scienziati che comunque lavorano presso l'Universita di Bologna o presso la Royal Institute of Technology di Stocolma.

Diverso è il discorso riguardante l'aspetto relativo al dispositivo in esame E-Cat HT. Di sicuro l'estrema segretezza con la quale sono condotte le ricerche e la quasi totale assenza di trasparenza sul funzionamento del prodotto, solo in parte giustificato dal segreto industriale, rendono il tutto circondato da un alone di mito che mal si concilia con la ricerca scientifica.

Per rimarcare però l'importanza di non "perdere il treno" in un ambito della ricerca così importante per il nostro futuro (LENR e fusione fredda), voglio riportare una notizia, letta stamane, riportata a sua volta su "22 PASSI D'AMORE e dintorni", circa la partecipazione all ICCF 18 (XVIII International Conference on Cold Fusion),

che si terrà dal 21 al 27 luglio presso la University of Missouri, di due partener davvero d'eccezione come la nostra italianissima ENEA e la ditta National Instruments, colosso internazionale per la produzione di apparati e dispositivi hardware e software di acquisizione dati e automation tecnology utilizzati in ambito industriale e di ricerca.
Questa si notizia di uno certo spessore, indicante l'interesse tangibile e consolidato di molti istituti di ricerca in questo settore, in primis la stessa NASA (vedi Joseph Zawodny, un ricercatore "senior" del Langley Research Center della NASA: video originale, in cui Zawodny parla del reattore nucleare a bassa energia).

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