E-Cat HT su arXiv. Cioè ancora su Sperimentazioni Fusione Fredda. 


arXiv è un archivio, disponibile su Internet, per bozze definitive di articoli scientifici in fisica, matematica, informatica e biologia.
E' un immenso archivio di pubblicazioni in continua crescita; come riportato da Wikipedia, "nel giugno 2010, arXiv.org conteneva più di 610 000 documenti, con circa cinquemila nuovi aggiunti ogni mese".
Il 16 Maggio 2013 è stato inserito un lavoro, ad opera degli autori: Giuseppe Levi, Evelyn Foschi, Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Roland Pettersson, Lars Tegnér, Hanno Essén, dal titolo: "Indication of anomalous heat energy production in a reactor device".
Si tratta di uno studio effettuato sul dispositivo chiamato E-Cat (utilizzante probabilmente principi alla base della cosidetta "Fusione Fredda"), prodotto dalla società "Leonardo Corporation" ad opera dell' Ing. Andrea Rossi.
Nello specifico, prende in esame le possibili anomalie sotto forma di calore in eccesso, in un tipo particolare di reattore a tubo chiamato E-Cat HT.
Secondo quanto riportato sul sito del produttore, tale dispositivo lungo 33cm con un diametro di 8,6cm per la produzione di energia, lavora in un range di temperature che varia da 350° sino a 1050°, utilizza come combustibile delle tavolette di carburante solido a base di idrogeno di produzione della stessa Leonardo Corporation, e come innesco elettricità e/o gas naturale. Con un COP che va da 2 sino a 10. Si intende per COP il coefficiente di prestazione di un generatore, definito come l'energia utile totale all'uscita, diviso la sola energia immessa.

Di seguito si riporta la traduzione dell'abstract di tale articolo, ed il file completo del lavoro in formato pdf così come pubblicato su arXiv.


Indicazioni di anomalie della produzione di energia sotto forma di calore in a reattore
contenente idrogeno caricato con polvere di nickel.

Giuseppe Levi
Bologna University, Bologna, Italy
Evelyn Foschi
Bologna, Italy
Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Roland Pettersson and Lars Tegnér
Uppsala University, Uppsala, Sweden
Hanno Essén
Royal Institute of Technology, Stockholm, Sweden

ABSTRACT

Un'investigazione di tipo sperimentale sulle possibili anomalie della produzione di calore, viene effettuata in un tipo particolare reattore a tubo chiamato E-Cat HD.
Il reattore è caricato con una piccola quantità di idrogeno, arricchito con nickel in polvere come additivo.
La reazione è innanzitutto attivata tramite il riscaldamento di una resistenza inserita nel tubo di reazione.
La misura della produzione di calore è stata realizzata utilizzando telecamere ad alta risoluzione di immagini termiche, registrando i dati ogni secondo dal reattore a tubo caldo.
Le misure della energia elettrica in ingresso, sono state realizzate con un analizzatore trifase di potenza ad ampio spettro.
I dati sono stati acquisiti in due step di esperimenti uno di 96 ore e l'altro di 116 rispettivamente.
Un'anomalia relativa alla produzione di calore è stata osservata in entrambi gli esperimenti.
Nell'esperimento della durata di 116 ore è stata compresa anche una calibrazione della configurazione iniziale senza la ricarica attiva presente nel dispositivo E-Cat HT.
In ques'ultimo caso non è stato generato calore in eccesso oltre il calore atteso dall'ingresso elettrico.
L'energia volumetrica calcolata e la densità di energia gravimetrica sono risultate decisamente superiori a quelle di qualsiasi nota fonte chimica.
Anche per le ipotesi più conservative per quanto riguarda i possibili errori nelle misure, il risultato è ancora di un ordine di grandezza maggiore relativamente alle fonti energetiche convenzionali.

Qui si può scaricare il lavoro completo.

Si può parlare di un tassello nuovo, che va ad incastonarsi di quella che oggi viene considerata la ricerca sulle LENR e sulla "Fusione Fredda".
Sebbene oramai gli studi e le ricerche svolte siano veramente molte, ed addirittura in alcuni casi si stia già passando dalla fase prototipale a quella commerciale per l'utilizzo energetico, il silenzio sia su molte riviste scientifiche mainstream prestigiose, sia sui grandi media tradizionali, è divenuto imbarazzante, come già ribadito in post precedenti.
In un momento come questo, di crisi economica ed occupazionale, lasciare cadere nell'indifferenza, ambiti così rilevanti in campo di ricerca, dove l'Italia ha occupato in passato ed occupa tuttora spazi non indifferenti, è davvero colpevole.
Il CNR ha già condotto in passato, ricerca e sperimentazione in questi settori.
Non bisogna perdere, proprio ora, terreno e competenze acquisite in quella che è l'arena internazionale.


Piccole note di aggiornamento



Come mi è stato giustamente fatto notare da Richard di ALTRO GIORNALE.ORG e come anche più estesamente riportato da Lorenzo Mannella su WIRED.it sul post, veramente acuto nell'analisi, "Il paper scientifico su E-cat. Funziona davvero?" del 22 Maggio 2013:
"arXiv non è una rivista scientifica dotata di peer review: è un catalogo open access che vanta solo di un sistema di endorsement mediato da autori che hanno già pubblicato sul sito. Significa che nessuno scienziato esterno al progetto e all'elenco dei firmatari si è adoperato per valutare la correttezza tecnica e formale della pubblicazione firmata dal team internazionale di cui parla la Prometeon. Non significa che l'articolo sia errato ma, piuttosto, va detto che una rivista scientifica tradizionale non lo avrebbe mai pubblicato se non a seguito di controlli molto più approfonditi".
Ovviamente sono affermazioni corrette, cha vanno giustamente riportate.
Il punto che però volevo evidenziare, al di la del valore di ricerca e condivisione dei lavori scientifici pubblicati (tanto è vero che comunque tali pubblicazioni avvengono su uno spazio messo a disposizione dalla Cornell University), invece sta nel fatto che ricercatori e scienziati di pubbliche università ed istituti di ricerca, mettono alla berlina la loro attività professionale di accademici e ricercatori per un ambito della ricerca che per lo più è osteggiato dalla scienza mainstream.
Scienziati che comunque lavorano presso l'Universita di Bologna o presso la Royal Institute of Technology di Stocolma.

Diverso è il discorso riguardante l'aspetto relativo al dispositivo in esame E-Cat HT. Di sicuro l'estrema segretezza con la quale sono condotte le ricerche e la quasi totale assenza di trasparenza sul funzionamento del prodotto, solo in parte giustificato dal segreto industriale, rendono il tutto circondato da un alone di mito che mal si concilia con la ricerca scientifica.

Per rimarcare però l'importanza di non "perdere il treno" in un ambito della ricerca così importante per il nostro futuro (LENR e fusione fredda), voglio riportare una notizia, letta stamane, riportata a sua volta su "22 PASSI D'AMORE e dintorni", circa la partecipazione all ICCF 18 (XVIII International Conference on Cold Fusion),

che si terrà dal 21 al 27 luglio presso la University of Missouri, di due partener davvero d'eccezione come la nostra italianissima ENEA e la ditta National Instruments, colosso internazionale per la produzione di apparati e dispositivi hardware e software di acquisizione dati e automation tecnology utilizzati in ambito industriale e di ricerca.
Questa si notizia di uno certo spessore, indicante l'interesse tangibile e consolidato di molti istituti di ricerca in questo settore, in primis la stessa NASA (vedi Joseph Zawodny, un ricercatore "senior" del Langley Research Center della NASA: video originale, in cui Zawodny parla del reattore nucleare a bassa energia).

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Realtà Virtuale od Aumentata.. Sino a Google Glass... 
Finalmente ci siamo... o quasi per lo meno.

Probabilmente pochi si ricorderanno della serie TV di fantascienza trasmessa su RAI3 "Progetto Eden" (dal titolo originale Earth 2).
Ora tralasciando trama ed ambientazione, i personaggi della serie avevano a disposizione dei dispositivi indossabili, una sorta di occhiali monolente, con i quali potevano comunicare, vedere film, svagarsi...



vedi anche introduzione.

Tremendamente pionieristico!
In realtà erano anni che pensavo già ad oggetti del genere, ma vederli implementati in una serie tv di fantascienza era notevole.
E' da allora che mi chiedo come mai non sia uscito sul mercato qualcosa di lontanamente paragonabile.
Tecnologicamente dovremmo esserci.
Ed in effetti ci siamo.
In effetti sul mercato è da qualche anno che vengono proposti dispositivi simili, ma con scarso successo.
Ad esempio sul sito di vendita KingShop, sono venduti "occhiali virtuali" i quali permettono una visione di foto, video e film tramite lenti LCD, o meglio come specificato sul sito:

"UNA REALTA’ NON PIU’ “VIRTUALE”
Gli esclusivi occhiali VIRTUAL VISION 7.0 grazie ai due micro-monitor LCD supportati da transistor single crystal silicon, riescono a riprodurre perfettamente un effetto visivo paragonabile ad una TV di 68’’ situata a 1 metro e mezzo di distanza, con immagini ad alta definizione chiare e nitide. La sua tecnologia Virtual Vision ha apportato un incredibile miglioramento alla qualità visiva degli occhiali video, che negli ultimi anni risultava alquanto scadente, priva di quella chiarezza e contrasto che impediva di paragonarli alle normali TV . Ma ora grazie al sofisticato sistema di lenti, specchi interni e micromonitor LCD ad alta risoluzione, la qualità delle immagini può essere sicuramente paragonata ad una TV LCD. Non stancano assolutamente alla vista e possono anche essere utilizzati in abbinamento ad un paio di occhiali o lenti a contatto. Dotati di auricolari stereo 2.0 incorporati nelle aste laterali che assicurano un elevata qualità audio ed uno straordinario effetto cinema, capace di rendere ancora più realistiche le vostre esperienze virtuali. Possono essere collegati a lettori multimediali portatili (POD), smartphone, lettori DVD portatili, lettori Divx, Decoder Satellitare, fotocamere o videocamere digitali, PC, Notebook, Digitale Terrestre, Sintonizzatore TV, Car DVD Player, PLAYSTATION, XBOX, GAME CUBE, WII…. E con qualsiasi altro dispositivo audio video. I nuovi VIRTUAL VISION 7.0 possiedono anche ingressi USB e Micro SD Card.
"



Ma c'è di meglio.
Al CES di Las Vegas è stato presentato l'ultimo prototipo di Oculus Rift l'innovativa periferica "da indossare" la cui promessa di realizzare il più travolgente sogno di ogni videogiocatore sta diventando realtà.
Coinvolgimento nella scena totale, il videogioco, indossando gli occhiali, è tutto intorno a te, ed il virtuale diventa realtà.
Le implementazioni possibili sono molteplici, non solo giochi, video, film, ma la realtà stessa insieme al virtuale.
Spettacolare.



Una maschera con due lenti, una per ogni occhio, che puntano su uno schermo LCD, da sette pollici, in grado di visualizzare due immagini con risoluzione si 1280 per 800 pixel, quindi stereoscopia tridimensionale...
Non solo, ma giroscopio ed accelerometro garantiranno un coinvolgimento molto realistico accompagnando i movimenti del capo.
Da andarfe a vedere sul sito della Oculus VR!

Ma c'è ancora di meglio!!!
Nientepopodimeno che Google stessa si è gettata nella mischia, con un prodotto che dire innovativo e poco.

Google Glass.



E' da vedere.
Dovrebbe essere in consegna da Maggio 2013.
Vengono definiti occhiali per la realtà aumentata.
La presentazione si può vedere a questo link su youtube:

How It Feels [through Glass]

Dovrebbero essere uno strumento veramente niente male, uno strumento da "Progetto Eden", troppo pioneristico.


Siamo in piena fantascienza ormai...


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Volpe rappresenta il futuro della mobilità in città. 


Non si può certo dire che non abbiama, inventiva e voglia imprenditoriale.
Se solo simili capacità fossero conservate nel nostro paese, e non sviluppate in gran parte, costruite e commercializzate altrove!!!
Di sicuro sarebbe da provare!
Veramente innovativa direi.

Così viene pubblicizzato questo nuovo ed innovativo mezzo sul sito dell'azienda V.O.L.P.E., "VEICOLI ORIGINALI LEGGERI PRIVI DI EMISSIONI S.p.A.":

"Concepito per eliminare lo stress delle congestioni e della mancanza di parcheggi, per ridurre drasticamente i costi della mobilità e l’inquinamento ma con grande sicurezza, comfort, con una immagine giovane e accattivante.

Volpe è l'acronimo che sta per Veicoli Originali Leggeri Privi di Emissioni, un'azienda made in Italy ed un progetto sul quale si impegnano 282 tra ingegneri, stilisti, centri di ricerca dell'Automotive e Università prestigiose per sviluppare veicoli innovativi ed intelligenti al servizio della popolazione urbana. Fondata nel 2006, Volpe SpA é pronta al lancio dei suoi primi 4 modelli: Globo, Goal, Graffio e Guru, tutti veicoli urbani super compatti per sgusciare nel traffico e parcheggiare nello spazio di uno scooter, di dimensioni adatte ad ospitare 2 persone sedute in tandem e con ogni comfort.

Progettata con le più avanzate tecniche automobilistiche di precisione con una monoscocca di acciaio stampato, Volpe occupa solo 2.2mq di superficie stradale.

E' il mezzo di congiunzione tra la sicurezza e il comfort di un'auto e l'agilità e le dimensioni di una moto, col vantaggio di essere elettrico, ma senza limiti di autonomia."

Volpe è in grado di condurci fino al cuore della città e renderci realmente mobili. Sempre elettrico, questo veicolo urbano può accedere liberamente alle zone a traffico limitato 7 giorni su 7.

Volpe è un veicolo con un generatore che funge da estensore di autonomia, in modo che ci si possa fermare solo dove realmente si vuole e quando lo si desidera e non perché le batterie si sono esaurite.

Quando non c'è una presa elettrica a portata di mano o non è possibile effettuare la ricarica rapida, il generatore di bordo converte efficientemente il gas naturale (il carburante più pulito dopo l'idrogeno) oppure la benzina (quello più diffuso sul mercato) in elettricità per ricaricare le batterie e non lasciarci mai a piedi.

Una pellicola fotovoltaica sul tetto e la frenata rigenerativa recuperano tutta l’energia disponibile in aggiunta alle altre fonti di energia di bordo per una libertà di guida di oltre 500km.


I primi due veicoli V.O.L.P.E. sbarcano in Giappone


I primi due V.O.L.P.E. sono partiti dallo stabilimento di produzione che ha sede in Cina, diretti in Giappone dove sono stati ricevuti con grandi feste dai nostri partner giapponesi.
Si tratta di due GOAL, i modelli quadriciclo elettrici ibridi con motogeneratore bi-fuel, a metano e a benzina: uno giallo sole e l'altro nero... ”brillante”.
I distributori nipponici sottoporranno le due vetture ai test che occorrono per omologare i VOLPE in Giappone e il prossimo anno faranno la presentazione dell’auto in anteprima mondiale a Tokyo.



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LENR: Sgombriamo il campo dalle Polemiche. 


Le LENR (Low Energy Nuclear Reactions - Reazioni Nucleari a Bassa Energia), altrimenti definite nel gergo comune "Fusione Fredda", non devono essere più considerate come teorie appartenenti al "tutto da dimostrare", od ancora peggio "Pseudoscienza".
A sdoganare definitivamente questo ambito di ricerca scientifica, ha contribuito decisamente un documento, della Commissione Europea per la Ricerca e l'Innovazione, quindi un atto Pubblico ed Ufficiale della Comunità Europea, dal titolo:
"Forward Looking Workshop on Materials for Emerging Energy Technologies."
(Seminario su uno sguardo sui lavori dei materiali per le tecnologie energetiche emergenti).
In particolare a pag. 23 nella sezione:
"3.4 Low Energy Nuclear Reactions in Condensed Matter."
(Reazioni Nucleari a Bassa Energia nella Materia Condensata.)
Che così recita:

pag.23

3.4 Low Energy Nuclear Reactions in Condensed Matter:

The study of the Fleischman & Pons Effect through Materials Science Development.
The Fleischmann and Pons Effect (FPE) is the production of large amounts of heat, which could not be attributed to chemical reactions, during electrochemical loading of palladium cathodes with deuterium.
Energy densities measured during excess of power are tens, hundreds, and even thousands times larger than the maximum energy associated to any known chemical process.
On the basis of the present status of knowledge the large amount of energy may be ascribed to a nuclear process only.
The effect takes place with deuterium and not with hydrogen;in this case the assumed mechanism is a nuclear reaction between deuterons into the palladium lattice.
The most intriguing feature of the phenomenon is the substantial lack of the expected nuclear emissions associated with the excess of power production ascribed to a deuterium-deuterium nuclear fusion process.
A possible explanation is a modified nuclear decay channel, for the D-Dreaction, into the condensed matter.
ENEA, SRI and NRL have been involved within review programs in the US and in Italy. The main task was to demonstrate, on the basis of signals well above the measurement uncertainties and with a cross check, the existence of the excess of heat production during electrochemical loading of deuterium in palladium cathodes.
The target was achieved and the existence of the effect is no longer in doubt.
The complete reproducibility of the effect and the amplitude of the signals are not yet under control since this target will require the definition of the phenomenon.
Recent data, in open literature, shows that, into the condensed matter (i.e. Pd, Ti, PdO), the cross section of the deuterium-deuterium fusion reaction, at lowenergy, is some orders of magnitude higher than the expected value.
In this case the typical products of the reaction are observed but a new screening effect, in the order of several hundreds of eV, is observed.
Now in order to take into account the variety of phenomena, the discipline under investigation can be defined as Low Energy Nuclear Reactions in Condensed Matter (LENR) and Condensed Matter Nuclear Science (CMNS).


La ricerca, anche se in ambiti di nicchia, procede, come più volte esposto in questo blog.
I veri limiti sembrano solo essere confinati nella riproduzione costante dei fattori sperimentali, e, sopratutto, nell'ottenimento di guadagni energetici costanti convenienti.
Non ci sono evidentemente ne più alibi, ne scuse.
Non si capisce solo perchè così poco venga fatto in un campo dalle sorprendenti potenzialità per il nostro futuro energetico.


Aggiornamento del 1 Aprile 2013


Di seguito posto la traduzione della sezione 3.4 sopra trascritta.

3.4 Reazioni Nucleari nella Materia Condensata:

Lo studio dell'effetto Fleischman & Pons attraverso lo Sviluppo della Scienza dei Materiali.
L'effetto Fleischmann e Pons (FPE) consiste nella produzione di grandi quantità di calore, che non possono essere attribuite a reazioni chimiche, durante la carica elettrochimica dei catodi di palladio con deuterio.
La densità di energia misurata durante la produzione del surplus di energia è decine, centinaia e persino migliaia di volte più grande dell'energia massima associata a qualsiasi processo chimico noto.
Sulla base dello stato attuale delle conoscenze la grande quantità di energia può essere attribuita solo ad un processo nucleare.
L'effetto avviene tramite la presenza di deuterio e non di idrogeno; in questo caso il meccanismo ipotizzato è una reazione nucleare tra deuteroni nel reticolo del palladio.
La caratteristica più intrigante del fenomeno è la mancanza effettiva prevista di emissioni nucleari associate con l'eccesso di produzione di energia attribuibile ad un processo deuterio-deuterio di fusione nucleare.
Una possibile spiegazione consiste in una linea di decadimento nucleare modificata, per la reazione D-D (deuterio-deuterio, n.d.t.), nella materia condensata.
Gli Istituti dell' ENEA, dello SRI e del NRL sono stati coinvolti in programmi di valutazione negli Stati Uniti e in Italia. Il compito principale era di dimostrare, sulla base di segnali ben al di sopra delle incertezze di misura e con un controllo incrociato, l'esistenza di eccesso di produzione di calore durante il caricamento elettrochimico di deuterio in catodi di palladio.
L'obiettivo è stato raggiunto e l'esistenza dell'effetto di tali fenomeni non è più in dubbio.
La completa riproducibilità dell'effetto e l'ampiezza dei segnali non sono ancora sotto controllo, poiché questo obiettivo richiede la definizione del fenomeno.
Dati recenti, in letteratura, mostrano che, nella materia condensata (cioè Pd, Ti, PdO), il punto di incrocio della reazione di fusione deuterio-deuterio, a bassa energia, è alcuni ordini di grandezza superiore al valore atteso.
In questo caso i prodotti tipici della reazione sono osservati, ma un effetto schermante nuovo, dell'ordine di diverse centinaia di eV, viene rilevato.
Ora, al fine di tener conto della varietà dei fenomeni, la disciplina in esame può essere definita come Reazione Nucleare a Bassa Energia nella Materia Condensata (LENR) e Scienza della Materia Condensata Nucleare (CMNS).


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Giorgio Piccardi, Riproducibilità degli Esperimenti. Fenomeni Fluttuanti ed il Tempo come Coordinata 
Riporto di seguito un articolo presente sul sito del IIS Volta di ALessandria, sul lavoro svolto da Giorgio Piccardi e della sua considerazione circa il principio cardine su cui si basa il nostro sistema scientifico attuale.
La riproducibilità degli esperimenti come condizione essenziale del lavoro scientifico. Dove viene mostrato come nei fenomeni fluttuanti si perda la linearità temporale degli eventi, causa ed effetto non hanno una definizione reciproca precisa. Dove "riproducibilità" dell'esperimento scientifico assume connotazioni lontane dal sentor comune.


Studio di Giorgio Piccardi che mostra il moto elicoidale della Terra intorno al Sole, e la variabile accelerazione e rallentamento della velocità della Terra nel corso dell'anno (Piccardi 1962).


Il tempo come coordinata.
Gli studi di Giorgio Piccardi (1895-1972).


(Paolo Manzelli, Mariagrazia Costa)


Il concetto di tempo è un problema di grande rilievo per i fondamenti della chimica moderna, poiché questo si pone in relazione alla irreversibilità dei processi chimici ed anche ai processi "negentropici" di trasformazione molecolare nei sistemi aperti a scambi di energia e di materia.

Giorgio Piccardi, direttore dell'Istituto di Chimica fisica dal 1947 al 1965 e successivamente del Centro Universitario dei Fenomeni Fluttuanti, impostò le sue ricerche sulla base della considerazione che il tempo, trattato generalmente come una misura, fosse da considerare come una reale "coordinata", cioè come un parametro intrinseco alla dinamica dei processi naturali. Considerando il tempo come una coordinata, Piccardi portò avanti il suo lavoro scientifico al di fuori dei canoni tradizionali propri della chimica classica. Egli soleva dire durante le sue lezioni che la termodinamica mette in evidenza l'impotenza dell'uomo nel realizzare una macchina capace di moto perpetuo, proprio perché i processi spontanei sono sempre irreversibili; infatti in natura un processo che va in una certa direzione, non andrà mai spontaneamente nel verso opposto.

Continua...

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Violazione del Secondo Principio della Termodinamica nei Sistemi Viventi 

Foto dell'Ing. Ubaldo Mastromatteo.

Il Secondo Principio della Termodinamica così recita (da wikipedia):
L'entropia di un sistema isolato lontano dall'equilibrio termico tende a salire nel tempo, finché l'equilibrio non è raggiunto.
Questo principio tiene conto del carattere di irreversibilità di molti eventi termodinamici, quali ad esempio il passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo. A differenza di altre leggi fisiche quali la legge di gravitazione universale o le equazioni di Maxwell, il secondo principio è fondamentalmente legato alla freccia del tempo.
Ho letto un post su "22 PASSI D'AMORE e dintorni", che rimandava ad un articolo pubblicato su "Journal of Agricultural Science and Applications (JASA)" dal titolo:
"II Thermodynamics Principle and II Moore’s Law in a Comparison between Living and Complex Artificial Systems", veramente molto interessante.
Tratta di come i sistemi viventi, secondo l'autore Ing. Ubaldo Mastromatteo, impiegato presso la STMicroelectronics, violerebbero il Secondo Principio della Termodinamica, cioè la vita tenderebbe ad abbassare l'entropia dell'universo al contrario della materia inanimata.
E' un lavoro sul secondo principio della termodinamica e la seconda legge di Moore, pubblicato sul Vol. 2 N. 1 del "Journal of Agricultural Science and Applications", che può essere scaricato da questo link:
http://www.j-asa.org/paperInfo.aspx?ID=49
Di seguito l'ABSTRACT tradotto da Francesco CELANI come riportato su "22 PASSI D'AMORE e dintorni".

ABSTRACT

Il confronto tra il modo in cui nei sistemi artificiali e naturali il disordine intrinseco della materia si trasforma in ordine mostra chiaramente l'esistenza di una legge specifica per gli organismi viventi che non rientra tra le leggi della fisica a cui la materia non vivente deve sottostare. Come esempio abbiamo confrontato il processo di fabbricazione di un microchip elettronico e il processo biologico necessario per costituire una struttura biologia di dimensione simile: un chicco di grano. Solo stimando l'energia necessaria per creare i due sistemi, vediamo che il bilancio energetico differisce di circa tre ordini di grandezza. Infatti, per ottenere il microchip di silicio di quella dimensione e di media complessità, l'energia utilizzata è dell'ordine di 1 KWh, mentre l'energia necessaria per un chicco di grano è dell'ordine di 1 Wh. Questa forte differenza nel bilancio energetico è una sorpresa alquanto singolare e ha pesanti implicazioni non scientifiche. Inoltre, è opportuno considerare che la complessità di una cellula eucariotica biologica è molto superiore a quella di un microchip. Oltre alle considerazioni non scientifiche, la comprensione dei meccanismi che il mondo biologico utilizza per raggiungere la sua straordinaria efficienza è molto importante per progettare processi produttivi artificiali meno costosi, per rendere i sistemi sempre più complessi quando le dimensioni minime rientrano nell'ordine dei nanometri.

Di seguito viene riportata una nota parziale, in italiano, dell'autore dell'articolo sempre pubblicata su "22 PASSI D'AMORE e dintorni".
"Nota breve sulla parte più importante dell’articolo stesso, l'ipotesi di violazione del II principio della termodinamica."



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Fireballs 2013 (Meteroriti) 


E' tempo di eventi meteorici notevoli.
Dopo l'entrata in atmosfera del meteorite caduto in Russia il 15 febbraio scorso frammentandosi nei cieli di Chelyabinsk (una condrite ordinaria, uno degli oggetti più antichi del Sistema Solare, contenente un minerale chiamato olivina, composti di zolfo e ossigeno, e il 10% circa di ferro), causando un migliaio di feriti oltre a considerevoli danni ad abitazioni e cose, un altro significativo impatto è occorso negli Stati Uniti sopra la costa orientale.
Mentre di quello precipitato in Russia si sono potuti eseguire studi sui frammenti ritrovati come affermato da Geoffrey Brumfiel sul suo blog sulla rivista Nature nel post "More details of Russian meteor emerge", di quello avvistato nei cieli statunitensi non sono stati ritrovati resti, nonostante l'esplosione spettacolare (vedi qui il video).
Come riportato il 23 Marzo 2013 da William Cooke, ricercatore, sul blog della NASA, "La scorsa notte (22 Marzo) a circa le otto di sera, un meteorite delle dimensioni di circa 900 metri di diametro, è entrato in atmosfera sopra i cieli della Pennsylvania muovendosi verso sud-est, passando sopra la citta di of New York. Il meteorite si è schiantato, non osservato,sull'Oceano Atlantico, producendo frammenti meteorici che si sono abissati senza fare danni nell'acqua sottostante. La traiettoria sopra tracciata, realizzata da by Mike Hankey sulla base di oltre 350 testimonianze, è disponibile sul sito dell'American Meteor Society dove è mostrato il percorso del meteorite."
Peccato che queste notizie da noi giungano poco.

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Un Assordante Silenzio. Ancora 
Ritorno a parlare in merito alle LENR, riprendendo un altro post sempre su FORBES e sempre a cura di Jeff McMahon, dal titolo: "Tiny Nuclear Reactions Inside Compact Fluorescent Bulbs?" (Reazioni Nucleari Leggere all'interno delle Lampade Fluorescenti Compatte?)

Reazioni nucleari innoque a bassa energia possono essere normali all'interno delle lampade fluorescenti compatte, e causano fermento le teorie di un fisico a ricercatori della NASA con la prospettiva di produzione di energia a basso costo e non inquinante.
Le reazioni nucleari possono essere responsabili di un'inusuale "impronta" di isotopi di mercurio nelle lampade fluorescenti normalemente utilizzate che possono essere la causa dell'inquinamento ambientale dai bulbi, dice Lewis Larsen, un fisico di Chicago che appoggia la teoria Widom-Larsen, la quale studia le reazioni nucleari lente tra gli elementi che non sono radioattivi.

"Come la maggior parte delle persone non immagina, i processi nucleari dinamicamente attivi avvengono attualmente nelle case di decine di milioni di famiglie in tutto il mondo", mi ha detto Larsen.

"Per fortuna, non ci sono rischi di radiazioni per la salute associati con le CFL (Lampade Fluorescenti Compatte) perché esse non emettono radiazioni pericolose", dice Larsen, "e non sono pericolose per l'ambiente, gli isotopi radioattivi a lunga vita non sono in genere creati dalle LENR (reazioni nucleari a bassa energia)."

Larsen sospetta che reazioni nucleari a bassa energia si verificano nelle CFL, mi ha detto, ed è incoraggiato da uno studio del febbraio su lampade usate nelle quali si sono trovati isotopi di mercurio che le teorie più convenzionali non possono spiegare.

Gli autori di questo studio analizzato hanno utilizzato lampade fluorescenti alla ricerca di un'"impronta" unica di isotopi di mercurio. Se potessero trovare un'"impronta" unica, i ricercatori sarebbero in grado di identificare l'inquinamento da mercurio nell'ambiente proveniente da lampade fluorescenti di scarto:

"Tutte le lampade fluorescenti usano mercurio (Hg) che può essere una fonte di mercurio inquinante per l'ambiente in caso di rottura," scrivono gli autori, guidati da Chris Mead del Global Institute dell'Arizona State University of Sustainability, nel numero di febbraio di Environmental Science and Technology.

Una parte del mercato sempre più ampia richiede lapade fluorescenti sempre più compatte, i ricercatori si aspettano che l'inquinamento da mercurio dalle lampade continui ad aumentare:

"La quota antropica di emissioni atmosferiche del mercurio rappresentata da lampade fluorescenti negli Stati Uniti è del 1-5 per cento. Solo un terzo delle lampade fluorescenti vengono riciclate. L'illuminazione da lampade fluorescenti continua a soppiantare le lampade a incandescenza, e come le emissioni di mercurio provenienti da fonti di grandi dimensioni, come il carbone, centrali elettriche e gli inceneritori di rifiuti urbani si sono ridotte, così le lampade fluorescenti diverranno una fonte inquinante di mercurio sempre più importante per l'ambiente. Pertanto, un metodo per rivelare e quantificare il mercurio derivato da lampade fluorescenti sarebbe molto utile."

I ricercatori hanno trovato la loro "impronta" unica di mercurio da lampade fluorescenti. Ma non possono spiegare perché è così unica nel suo genere:

"Il mercurio catturato usando le CFL mostra un insolitamente elevato frazionamento isotopico (la distribuzione di mercurio nei suoi vari isotopi), il modello presente è del tutto diverso da quello che è stato osservato in precedenti ricerche di isotopi di mercurio, a differenza dell'arricchimento isotopico intenzionale".

Larsen crede di sapere perché gli isotopi di mercurio nelle lampadine fluorescenti compatte utilizzate sono diversi:

"Quando è stato osservato il fenomeno attraverso la teoria Widom-Larsen, i dati relativi agli isotopi di mercurio, raccolti accuratamente da Mead ed altri suggeriscono che le trasmmutazioni dovute a reazioni nucleari a bassa energia (LENR) possono effettivamente avvenire a tassi estremamente bassi nelle CFL durante il normale funzionamento" ha detto.

E questo dovrebbe rendere l'idea di reattori nucleari casalinghi meno spaventosa, Larsen ha aggiunto.

"Se questi nuovi dati eccezionali saranno verificati, si fornirà la prova che le LENR saranno una vera e propria tecnologia "verde", una tecnologia nucleare pienamente sicura".

Larsen spera di dimostrare che le reazioni nucleari a bassa energia sono sicure, verdi e comuni, sopratutto per distinguerle dalle reazioni di fissione che producono pericolose radiazioni ionizzanti nei reattori convenzionali. Egli ha trovato prove di LENR che si verificano nelle batterie a ioni di litio, convertitori catalitici, e naturalmente nei processi batterici e fulmini.

Molti ricercatori, tra cui gli scienziati della NASA, stanno lavorando sui reattori nucleari a bassa energia che utilizzano combustibili non pericolosi come nichel e idrogeno per produrre energia e innoqui sottoprodotti, come il rame. Ho discusso dei reattori in modo più dettagliato in un post precedente (vedi quale post sotto, n.d.t.), la NASA: 'Un Reattore Nucleare per Sostituire il Vostro Scaldabagno'.

Ma se le reazioni nucleari a bassa energia sono così comuni, perché non sono state notate prima dalla comunità scientifica? In parte perché non hanno studiato bene i fenomeni. L'attività LENR si fa notare poco, secondo Larsen, e "può essere facilmente rilevata e misurata attraverso l'uso di tecniche di spettroscopia di massa straordinariamente sensibili sugli isotopi stabili."

"Di conseguenza, per quasi 100 anni i processi LENR sono stati effettivamente nascosti alla maggior parte della comunità scientifica, anche se erano in bella vista."

Continua...

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Un'Assordante Silenzio 
Vorrei puntare i riflettori su una notiza apparsa sulla rivista Forbes nella versione on-line in data 22 Febbraio 2013 dal titolo "NASA: A Nuclear Reactor To Replace Your Water Heater" che suona all'incirca così:
"NASA: Un Reattore Nucleare in Sostituzione del Tuo Calorifero".
L'articolo è a firma del giornalista commentatore Jeff McMahon.

This reactor does not use fission, the process of splitting atoms into smaller elements employed by every commercial power reactor currently operating on earth.
Questo reattore non usa la fissione, il processo di divisione dell'atomo in elementi più semplici, processo utilizzato da tutti i reattori nucleari in commercio attualmente in funzione sul pianeta.

And it does not use hot fusion, the union of hydrogen atoms into larger elements that powers the sun and stars.
E non usa nemmeno la fusione calda, cioè l'unione di atomi di idrogeno in elementi più complessi, che alimenta il sole e le stelle.

Instead, a low-energy nuclear reactor (LENR) uses common, stable elements like nickel, carbon, and hydrogen to produce stable products like copper or nitrogen, along with heat and electricity.
Al contrario, un reattore nucleare a bassa energia utilizza elementi comuni e stabili come il nickel, il carbonio e l'idrogeno per produrre elementi stabili come il rame o l'azoto, insieme a calore ed elettricità.

“It has the demonstrated ability to produce excess amounts of energy, cleanly, without hazardous ionizing radiation, without producing nasty waste,” said Joseph Zawodny, a senior research scientist with NASA’s Langley Research Center.
"E' stata dimostrata la possibilità di produrre un eccesso di energia, pulita, senza la presenza contemporanea di radiazioni ionizzanti, senza la produzione di rifiuti dannosi", ha detto Joseph Zawodny (vedi anche qui, n.d.t.), un ricercatore "senior" del Langley Research Center della NASA (vedi video originale, in cui Zawodny parla del reattore nucleare a bassa energia, n.d.t.).


Joseph Zawodny (NASA) che mostra un dispositivo usato per studiare le reazioni nucleari a bassa energia.

“The easiest implementation of this would be for the home,” he said. “You would have a unit that would replace your water heater. And you would have some sort of cycle to derive electrical energy from that.”
"L'implemetazione più semplice di tutto questo, sarebbe per l'uso domestico," dice ancora. "Si potebbe avere un'unità che potrebbe sostituire il vostro termosifone. E da questo si potebbe ricavare una sorta di ciclo per produrre energia elettrica."

The LENR offers a slow-moving neutron to an element—NASA researchers are working with nickel. The nickel absorbs the extra neutron, rendering the nickel unstable. To regain stability, the acquired neutron splits into an electron and a proton.
Le LENR (Reazioni Nucleari a Bassa Energia, n.d.t.) mettono a disposizione della reazione, un neutrone in movimento lento verso un elemento, i ricercatori della NASA stanno lavorando con il nichel. Il nichel assorbe questo neutrone, rendendo l'atomo di nichel instabile. Per riguadagnare stabilit nll'atomo di nichel, il neutrone acquisito si spezza in un elettrone ed un protone.

“So where it once had an extra neutron, making it an unstable isotope of whatever element it was, it now has an extra proton instead, which makes it a more stable isotope of a different element,” Bob Silberg of NASA’s Jet Propulsion Laboratory wrote last week on the agency’s Global Climate Change blog.
Così dove prima c'era un neutrone in più, rendendo l'atomo un isotopo instabile del qualsivoglia elemento fosse prima, ora, tale atomo, ha invece un protone in più, il quale fa si che esso sia un isotopo di un elemento differente molto più stable.

“This process releases energy which, hypothetically, can be used to generate electricity.”
"Questo processo rilascia energia, la quale, ipoteticamente, potebbe essere usata per produrre elettricità"

With its new proton, the nickel has gained stability as another element: copper.
Con il suo nuovo protone, il nichel ha guadagnato stabilità, divenendo un altro elemento: il rame.

“There are estimates using just the performance of some of the devices under study that 1 percent of the nickel mined on the planet each year could produce the world’s energy requirements at the order of 25 percent the cost of coal,” according to Dennis Bushnell, the chief scientist at Langley.
"Ci sono stime delle performance dei dispositivi sotto studio, che stabiliscono che l'un per cento del nickel estratto ogni anno dal pianeta, potrebbe coprire la richiesta di energia nel mondo nell'ordine del 25 per cento del costo del carbone", in accordo (vedi documento) con Dennis Bushnell (vedi anche qui, n.d.t.), il responsabile capo sceintifico a Langley.

Carbon could also be used as a fuel, NASA scientists speculate, and the process would turn the carbon into nitrogen, the most abundant element in the atmosphere.
Il Carbonio potebbe essere usato come combustibile, ipotizzano gli scienziati della NASA, ed il processo potebbe trasformare il carbonio in azoto, il più abbondante elemento nell'atmosfera.

“I don’t know what could possibly be cleaner than that,” said Zawodny. “You’re not sequestering carbon, you’re totally removing carbon from the system.”
"Io non so cosa potebbe essere meno inquinante di questo," dice Zawodny. "Non si sta confinando il carbonio, lo si sta completamente eliminando dal sistema."

The scientists emphasize that LENR reactors are very different from the fission reactors employed today, which use highly radioactive elements, produce radioactive waste, and occasionally suffer from meltdowns. They also use the term LENR to distinguish these reactors from the chemical cold fusion reactors sought by researchers beginning in the 1980's.
Gli scienziati sottolineano che i reattori LENR, sono realmente differenti dai reattori a fissione nucleare sviluppati oggi, i quali usano elementi altamente radioattivi, producendo scorie radioattive, ed occasionalmente andando incontro a gravi incidenti. Inoltre usano il termine LENR per distinguere questi reattori da quelli chimici a fusione fredda sviluppati da ricercatori a cominciare dagli anni 80.

“When we concentrated upon nuclear engineering beginning in the 1940's we jumped to the strong force/particle physics and leapt over the weak force/condensed matter nuclear physics,” Bushnell said. “We are going back now to study and hopefully develop this arena.”
"Quando agli inizi ci siamo concentrati sull'ingegneria nucleare negli anni 40 abbiamo fatto un salto nella conoscenza della forza nucleare forte della fisica delle particelle, trascurando la forza nucleare debole della fisica della materia condensata nucleare", ha detto Bushnell. "Stiamo tornando indietro nello studio e speriamo di sviluppare questo aspetto."

NASA researchers are leaning on the Widom-Larsen Theory published in 2006 by Boston physicist Allan Widom and Chicago physicist Lewis Larsen, who speculates that low energy nuclear reactions are already happening on earth—in lightning, for example. And according to Larsen, LENR reactions may be responsible for occasional fires in lithium-ion batteries.
I Ricercatori della NASA si stanno riferendo alla pubblicazione del 2006 della Teoria Widom-Larsendel (se ne parla qui) fisico di Boston Allan Widom ed al fisico di CHicago Lewis Larsen, i quali ipotezzano che in realtà le reazioni nucleari a bassa energia si verificano già in natura, come nel caso dei lampi (si veda questo documento), per esempio. E, in accordo con Larsen, le reazioni LENR possono essere responsabili delle occasionali esplosioni avvenute alle batterie agli ioni di litio (documento al riguardo).

Which underscores that even low-energy nuclear reactors can produce dangerous amounts of energy.
La qual cosa mostra come anche le reazioni nucleari a bassa energia possono produrre grandi quantità pericolose di energia.

“Several labs have blown up studying LENR and windows have melted,” Bushnell writes, “indicating when the conditions are right prodigious amounts of energy can be produced and released.”
"Diversi laboratori sono saltati in aria studiando le LENR e le finestre sono eplose," scrive Bushnell, "mostrando che quando le condizioni sono corrette, enormi quantitativi di energia possono essere prodotti e rilasciati."

[UPDATE: Lewis Larsen responds to this statement in the comments below this post: "Firstly, all such violent energetic events are quite rare — only a handful have ever occurred over the past 20+ years during the course of literally hundreds of thousands of LENR experiments; most have involved water-filled reaction vessels of one kind or another . Secondly, and most importantly, NONE of these incidents were caused by a nuclear explosion per se." See Larsen's full comment on the third page of comments below.]
[AGGIORNAMENTO: Lewis Larsen risponde a questa esposizione nel commento di seguito a questo post: "Innanzitutto, tutti questi rilasci violenti di energia sono molto rari, solo un gruppetto di questi eventi è accaduto in oltre vent'anni di letteralmente centinaia di migliaia di esperimenti sulle LENR; la maggior parte 'amichevoli' e no, è stat realizzato in contenitori riempiti di acqua. In secondo luogo, e molto più importante, di per se, NESSUNO di questi incidenti è stato causato da esplosioni nucleari." SI veda a questo proposito il commento completo di Larsen in fondo a questo post all'inizio dei commenti (qui si riferisce nel documento originale pubblicato su FORBES, ai commenti che seguono lo scritto del giornalista n.d.t.)]

NASA researchers are working on producing the reactions by vibrating lattices of nickel saturated with hydrogen ions at high frequencies. Right now, those vibrations require more initial energy than the reactions produce, the same problem that has stymied efforts to produce fusion reactors. But Bushnell offers this summary of the state of low-energy nuclear reactors:
- Something real is happening.
- The weak interaction theories [including Widom-Larsen] suggest what the physics might be.
- There are efforts ongoing to explore the validity of the theories.
- There are continuing Edisonian efforts to produce devices mainly for heat or in some cases transmutations.
- There are efforts to certify such devices.
- NASA LaRC has begun LENR design studies guided by the Weak Interaction Theory

I Ricercatori della NASA stanno lavorando alla produzione di un reattore che funziona attraverso la vibrazione ad alta frequenza di reticoli cristallini di nickel saturati con ioni di idrogeno (cioè atomi di idrogeno a cui è stato asportato l'unico elettrone presente nell'atomo n.d.t.). In questo momento, la produzione di queste vibrazioni, richiede molta energia iniziale, più di quella prodotta durante la reazione, lo stesso problema che affligge i reattori a fusione. Ma Bushnell presenta questo sommario allo stato attuale dei reattori nucleari a bassa energia:
- Qualcosa di reale sta veramente accadendo.
- Le teorie basate sull'interazione debole [inclusa la Widom-Larsen] suggeriscono che cosa la fisica potrebbe divenire.
- Ci sono sforzi in corso per verificare la validità di queste teorie.
- Ci sono continui sforzi Edisoniani per realizzare dispositivi principalmente per produrre calore o in alcuni casi trasmutazioni.
- Ci sono sforzi per ottenere di certificare tali dispositivi.
- Il NASA LaRC (Langley Research Center della NASA) ha iniziato studi di modelli LENR seguendo la teoria dell'interazione debole.

ALCUNE CONSIDERAZIONI

Vediamo di ricapitolare.
La NASA, l'ente spaziale statunitense, sta eseguendo esperimenti su quella che volgarmente viene definita come "fusione fredda".
Così stanno facendo centinaia di laboratori nel mondo.
Addirittura ci sono aziende, è facile rintracciarle sul web, che sono passate dallo stato di "concept" alla realizzazione di prototipi funzionanti, dove però, la produzione di energia in eccesso è ancora piccola.
Per on parlare ancora di aziende che si dicono già pronte di introdurre sul mercato dispositivi già operanti (vedasi l'Energy Catalyzer (o E-Cat) dell'ingegnere italiano Andrea Rossi da parte della ditta Leonardo Corporation).
Dopo affermazioni così convinte ed accese, come quelle che sono state quelle di numerosi scienziati ed esperti in tutti questi anni, da quando vennero annunciati gli esperimenti nel 1989 di Martin Fleischmann e Stanley Pons (vedi su WikipediA), di totale negazione ed anzi di denigrazione nei confronti della cosidetta "fusione fredda", fa pensare seriamente il silenzio ufficiale calato su tutta quanta la questione.
Possibile che una ricerca così rivoluzionaria, che cambierebbe completamente tutti gli scenari sul pianeti in riferimento agli approvigionamenti energetici, passi tutt'ora sotto silenzio?
Una cosa del genere dovrebbe farla da padrone su tutti i giornali, i quotidiani e riviste scientiche.
Ma nessuno ne parla.
Avrei persino la consapevolezza del dubbio, della frode, dell'inganno e della bufala.
Ma com'è allora che così tanti laboratori nel mondo stanno facendo esperienze in questo senso?
Perchè persino la NASA se ne sta occupando?
Perchè c'è un così assordante silenzio?

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Miti dell'Uomo. (II Puntata) 

(foto NASA)

Eccoci di nuovo qui.
Ad analizzare sempre la stessa teoria "complottista" che afferma che l'uomo non sia mai andato sulla Luna.
Una delle altre cose che ha incuriosito anche me, guardando le foto rilasciate dalla NASA circa la prima missione dell'uomo sulla Luna, Apollo 11, è la mancanza di un qualsivoglia paesaggio stellare che circonda gli astronauti e la Luna stessa.
Non vi è un solo fotogramma, o filmato che mostri qualche corpo celeste luminoso.
Se ne può avere visione oltre che visitando per l'appunto il sito della NASA, anche dalle foto che ho selezionate scaricandole appunto da questo sito:
AS11_40_5868
AS11_40_5874
AS11_40_5902
AS11_40_6552
AS11_40_6667
e lo stesso dicasi per questo breve filmato:
AS11_onbclip13
come si può facilmente vedere non splende neppure una stella!
Ci si potrebbe aspettare che sulla superficie di un corpo privo di atmosfera quale è la Luna, la visione dei corpi luminosi nel cielo appaia nitida e chiara.
Ed allora?
Ho provato a cercare in rete qualche possibile spiegazione al fenomeno.
Ecco quanto.
"Il contrasto su negativi con diaframma da 9 a 11 non è sufficiente per consentire di fotografare un oggetto poco luminoso (come una stella lontana), in un paesaggio chiaro. Per fotografare stelle in cielo sarebbe stato necessario un tempo di esposizione alla luce molto lungo. Ovviamente, in tal caso, gli astronauti ed il paesaggio lunare sarebbero stati del tutto sovraesposti. Lo stesso effetto può essere raggiunto e constatato con qualsiasi apparecchio fotografico comune, nel caso di un'immagine di un oggetto chiaro scattata di notte (ad esempio una città). Anche su queste immagini non sono visibili le stelle. Infine, anche su immagini prese dallo spazio più recentemente (ad esempio dallo Space Shuttle che si trova in vicinanza della Terra) non sono visibili le stelle."
Ed a quanto pare è tutto...


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Miti dell'Uomo. (I Puntata) 
foto NASA

Da moltissimo tempo circolano sulla rete affermazioni circa la vericidità dello sbarco dell'uomo sulla Luna.
Siamo cresciuti con l'idea del mito dell'uomo sulla Luna.
Sarebbe veramente un colpo alla nostra immaginazione se ciò non fosse vero.
Mi ha colpito in particolare una foto della NASA, l'ente spaziale americano.
La foto originale è scaricabile qui.
Una breve premessa ripresa da Wikipedia.
"Esistono diverse persone, in particolare negli Stati Uniti d'America, convinte che le missioni del programma Apollo non abbiano mai portato l'uomo sulla Luna. Una teoria del complotto, che negli ultimi anni si è diffusa con alterno successo, vuole che si sia trattato di una cospirazione tra NASA e governo degli Stati Uniti.
Tale teoria sostiene che i vari allunaggi presentati all'opinione pubblica mondiale tra il 1969 ed il 1972 non siano mai realmente avvenuti, bensì siano stati messi in scena in uno studio televisivo con l'aiuto degli effetti speciali. A sostegno e come dimostrazione di questa teoria vengono presentati diversi dubbi su fatti intercorsi durante le missioni Apollo."
Ed ora veniamo a noi.
Le cose che mi hanno colpito in questa foto, sono essenzialmente due.
La prima è lo sventolio della bandiera.
In un satellite privo di atmosfera quale è la Luna, non potrebbero esserci effetti del vento sulla bandiera, ne increspature, ne ondeggiamenti.
La bandiera dovrebbe apparire rigida, tesa e "stirata".
Come si sono formati allora questi effetti?
La seconda.
Se si osservano attentamente le ombre provocate dalla luce diretta del sole si può notare che ogni oggetto ha la sua ombra, risultante dal frapporsi dell'oggetto stesso e la superficie lunare.
Ombre con una direzione ed un'angolazione precise.
Bene, e dov'è allora l'ombra della bandiera?
Oltretutto appunto sulla Luna il Sole è l'unica fonte di luce, tutte le ombre dovrebbero diffondersi parallelamente ed inoltre essere proporzionate agli originali nella loro lunghezza.
Queste cose ovviamente non sono risultate evidenti solo a me.
Vi è in rete una diaspora accesa sulle possibili cause di ciò.
Ed infatti ho trovato alcune spiegazioni a tali fenomeni.
Innanzitutto lo sventolare della bandiera è dovuto a vibrazioni di durata prolungata all'interno del vuoto d'aria. Venendo meno l'attrito della bandiera con l'aria, le vibrazioni vengono causate dal piantare l'asta nel suolo lunare. Infatti tali vibrazioni sulla Luna vengono frenate esclusivamente dalla rigidità della stoffa.
Per quanto riguarda le ombre, invece, cadono su di una superficie ineguale e pertanto sembrano più brevi (in caso di elevazione del suolo) o più lunghe (in caso di approfondimento del suolo). Inoltre, la prospettiva della fotografia fa sfigurare nella vicinanza l'immagine dell'ombra in una maniera tale che non sembrano diffondersi parallelamente.
Tutto a posto allora...
Ma riguardando la fotografia, tali spiegazioni, riprese da Wikipedia ed altre fonti, anche se esaustive, un piccolo dubbio continuano a lasciarlo.
Ma in fondo continuo a sperare che l'uomo sia davvero arrivato sul nostro satellite.
La Luna.



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Tutto cambia 


E' inutile.
Tutto cambia.
Tutto è sempre cambiato.
Tutto sempre cambierà.
Sembra una costante dell'universo.
Molti ormai sono gli studi circa l'accelerazione dei cambiamenti dovuto all'innalzamento delle temperature.
Diversi pure sono gli studi effettuati in Europa.
Alcuni anche contrastanti.
Di sicuro le attività umane negli ultimi due secoli hanno prodotto cambiamenti ed innescato processi che avranno il loro compimento sopratutto nelle generazioni a venire, ma alcuni possiamo già viverli.
E poi ci sono gli eventi naturali che provocano altri effetti od amplificano quelli già in corso.
Da sempre sono in atto nel Mediterraneo cambiamenti geologici che hanno provocato in passato inondazioni, terremoti, eruzioni vulcaniche,...
Alcuni dagli effetti manifesti appunto altri meno eclatanti.
Ci sono diverse zone nelle profondità dei fondali marini del Mediterraneo, che hanno subito profonde trasformazioni, in molti punti si sono aperte voragini per effetto della deriva dei continenti e vari altri assestamenti.
Tutto ciò unito all'innalzamento delle temperature del Mar Nero sta provocando una progressiva regressione dei mari dal Bosforo, con il risultato che ben presto questi due mari saranno separati.
Poco male per il Mediterraneo, un disastro per il Mar Nero, dove da tempo oramai la progressiva evaporazione delle acque e l'impoverimento degli scambi di acque tra i due mari, ha generato un aumento sostanziale della salinità dell'acqua, che unito al forte inquinamento, sta mettendo a rischio interi ecosistemi, con danneggiamenti evidenti anche per le popolazioni locali, economie basate molto sulla pesca.
Ma visto nell'insieme tutto questo non rappresenta poi una novità per il pianeta.
Sino al 6000 a.c. lo stretto del Bosforo nemmeno esisteva!
Noi viviamo solo in una piccola frazione di tempo nell'evoluzione della Terra.
Per noi, piccoli cambiamenti, sono enormi stravolgimenti.
Per l'appunto tutto diviene.



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