Pezzi 


Hai fatto a pezzi il mio castello.

Hai sventrato le vetrate colorate alle finestre con la tua fetida lancia.

Hai strappato i drappi che soffici coprivano le cose.

Hai devastato ogni angolo, hai chiamato un maligno vento a soffocare di polvere e di detriti gli arazzi, i tappeti.

Hai urlato in ogni stanza, in ogni stanza ove vi era colore ora vi Ŕ solo il grigio adombrato dell'oscuritÓ.

Hai colpito con innumerevoli colpi di mazze ogni parete, ogni anfratto, ogni riparo, ogni tegola.

Hai schiacciato, hai calpestato ogni singola parola, ogni frase mai pronunciata, ogni pensiero.

Hai devastato con la cieca violenza di un'anima dannata ogni ricordo, ogni illusione appesa alle pareti, poggiata di sfuggita sui tavoli.

Hai pronunciato parole dalla leggerezza di massi prometei per schiacciare ogni letto, ogni giaciglio, ogni coperta.

Hai coltivato negli antichi verdi e rigogliosi giardini, rovi, sterpi, muffe asfissianti, erbacce.

Hai calato pesantemente sotto il tallone la luce delle candele e dei lumi.

Hai strappato ogni libro, ogni pagina, ogni lettera, ogni pensiero libero.

Hai morso, lacerato, sventrato le stoffe, hai graffiato, rovinato ogni legno.

Hai cancellato con nera vernice ogni pittura, ogni affresco, ogni quadro.

Hai sbriciolato ogni frammento perduto per terra, ogni memoria rotolata per caso sotto un divano, un cuscino.

Hai continuato con accanito accanimento a prendere, imprigionare e spegnere ogni fiammella appiccata.

Hai permesso che come un fiume in piena, venisse travolto ogni luogo, ogni spazio, ogni rifugio.

Hai permesso al silenzio di avanzare e catturare per poi finire, le sottili note delle cose.

Hai reso cieca ogni finestra, hai mangiato, famelico affamato, ogni luce.

Hai reso tuo nutrimento le lucenti armature del palazzo.

Hai preso e sciolto i dardi, le mazze, i martelli, i giavellotti.

Hai preso ed incatenato i lacci, le cinghie, le funi, le catene stesse.

Hai volteggiato, preso da una moltitudine di fuochi, devastando ogni dove, mai sazio, mai stanco esausto od appagato.

Hai incendiato, preso da incessante furore, l'aria stessa, pregna di candidi sapori, di soavi odori.

Hai scagliato anatemi, maledizioni, mortali ed irriverenti nelle pieghe scomposte degli spiriti segreti.

Hai corso come una furia, come un toro scatenato nelle stanze di cristallo.

Hai sbriciolato, non pago, ogni singolo frammento degli specchi posti a guardia del maniero.

Hai rubato ogni tesoro, ogni argento, ognuna delle mille ed ancora mille gemme abbaglianti.

Hai fatto, preso, cancellato, rovinato, strappato, morso, ingoiato e poi sputato, ma mai, mai, restituito.

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