Ferri. 
Hanno messo cancelli davanti al naso. Alla bocca.
Hanno cintato i nostri centri, le nostre città, le nostre case.
Hanno eretto muri tra noi ed i nostri cari. Nei nostri cuori.
Hanno assediato le nostre menti, i nostri pensieri. Persino i nostri ricordi.

Non si possono più udire le parole vibrate dalle labbra.
Serrate tra i denti le parole vengono scalciate e represse.
Tonanti e roboanti pensieri soffocati ed affievoliti.
Persino il respiro è negato. Soffocato ed ingurgitato.

Prigionieri nelle nostre cantine. Nelle profondità delle case.
Incatenati tra brune e tetre pareti, e nelle sedie accasciati.
Con sguardi corvi a scrutar dalle appannate finestre.
Con sguardi persi, grigi, pesanti, con la sapienza annullata.

Non vi è più calor negli abbracci. Strappati, paurosi e negati.
Han negato i baci, carnosi, colmi di passione e sfiorati.
Han detto che mischiar il fango di mano in mano sia cosa brutta ed offesa.
A recar messaggi d’amore non vi è più neppur la bramosa pelle.

Ed infine è vietato portar parola ai pensieri. Pure a quelli puri.
E’ fatto severo divieto di volger lo sguardo laddove nevica.
Allo stesso modo volger la mente alla luce ed alla ragione.
Non vi è più animo. Non vi è più Dio. Solo oblunata mente.

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