WiMax e il diritto alla conoscenza 


A proposito del mio post precedente...
Aderisco e sottoscrivo quanto riportato da Beppe Grillo nel suo intervento del 15 Giugno 2007.
Riporto qui sotto quanto da lui sostenuto.

"Tra poco lo Stato assegnerà le frequenze WiMax. E’ il punto di non ritorno per il libero accesso alla conoscenza. Dopo non si potrà più tornare indietro. Il WiMax è una tecnologia che permette di trasmettere e ricevere segnali senza fili a distanze di decine di chilometri. Elimina l’ultimo miglio e il pedaggio di Telecom Italia. Le comunità locali potranno rendersi indipendenti e collegarsi a Internet.
Se il WiMax finisce in mano agli avvoltoi delle compagnie telefoniche, come ho detto nel mio intervento di Rozzano a Buora e a Ruggiero, verrà trasformato in una me..da ad alto costo. Peggio dell’adsl.
Ogni cittadino dovrebbe avere per nascita il diritto di accesso alla conoscenza.
Esiste una petizione on line che vi invito a firmare per il vostro futuro, per il diritto alla conoscenza e per non essere, almeno una volta, presi per il c..o.
La petizione chiede che almeno 1/3 delle frequenze venga riservato ai cittadini per associazioni senza fini di lucro, come i comuni e gli enti locali, e senza alcuna tassazione diretta o indiretta.
Firmate la petizione su: http://www.petitiononline.com/wmaxfree/"


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Divenire 


Siamo in divenire.
Abbiamo fatto più progressi negli ultimi cento anni che in tutti i migliaia di anni di storia dell'uomo.
Nonostante tutto ciò che ci ha accompagnato. Anche cose decisamente negative. Prevaricazioni, sopraffazioni, stermini.
Ho un'idea precisa in proposito.
Il progresso è legato al numero, alla quantità.
Via via siamo aumentati, specie appunto in questo ultimo periodo storico.
Abbiamo raggiunto una massa critica, la qual cosa ha permesso di innescare un altro processo, quello legato alla conoscenza.
O meglio alla condivisione della conoscenza.
Nonostante tutti i tentativi da parte di molti di costringerla in ambiti particolari, di conservarla come fosse un segreto, di non condividerla, di limitarne l'uso assoggettandola ad interessi particolari ed economici, la conoscenza è esplosa.
Anche se una piccola percentuale di individui ha la possibilità di accerdervi attraverso gli studi, è comunque una moltitudine, ed il fatto di essere in così tanti, ha fatto in modo che la necessaria condivisione portasse ad un balzo improvviso in avanti.
E siamo solo all'inizio.
Credo energicamente, che siama di fronte all'inizio di un ulteriore salto repentino.
Grazie alla sempre più pervasiva ed indiscriminata diffusione di Internet.
Si perché, ora una mole sempre più cospicua di informazioni è stata ed è sempre più disponibile a tutti.
E ciò avviene a tutti i livelli, vale per lo studioso, per lo studente, per chi ha pure una formazione limitata.
Tutto è sempre più a disposizione di tutti.
Questo sta portando ad un innesco inarrestabile di scoperte e di nuove conoscenze.
Si immagini solo la figura del ricercatore settant'anni fa.
Per avere accesso alla ricerca doveva essere in contatto con una cerchia di persone in ambito universitario od industriale.
Le informazioni passavano di mano molto lentamente.
A volte passavano mesi se non anni dopo una nuova scoperta prima che questa avesse diffusione in ambito scientifico.
E ciò avveniva sopratutto grazie alle pubblicazioni di carattere scientifico od accademico, accessibili solo a pochi.
Capitava non di rado che, in modo contemporaneo, od a poca distanza, diversi ricercatori facessero le stesse scoperte.
E queste magari erano le basi di altre che non avrebbero potuto svelarsi senza gli studi precedenti.
Ora avviene tutto immediatamente.
E tutto è immediatamente accessibile.
Si pensi solo alle banche dati dei genomi umani, animali, vegetali.
Un patrimonio immenso a cui lo scienziato può attingere senza ostacoli.
Od ai brevetti.
E' di questi giorni la notizia, che l'ufficio brevetti americano, ha approvato un progetto pilota Peer To Patent Project, che è partito ieri 15 Giugno 2007, il cui scopo sarà quello di sarà quello di evitare la registrazione di brevetti inutili, grazie al contributo di tutti.
Grazie ad esperti in materia di tecnologie informatiche, si avrà la possibilità di valutare e fornire informazioni su più di 250 applicazioni in attesa di brevetto, aiutando a far emergere la così chiamata "prior art", cioè informazioni liberamente disponibili su realizzazioni precedenti la richiesta di brevetto che invalidano o rendono superflua la richiesta stessa.
La cosa fantastica è costituita dalla disponibilità immediata di informazioni che farà si che un imprenditore, venuto a conoscenza di un progetto meritevole in attesa o già brevettato, potrà mettersi in contatto direttamente con lo sviluppatore di tale progetto, favorendo la commercializzazione di un prodotto od una tecnologia che non avrebbe avuto diffusione, o che se l'avrebbe avuta, sarebbe avvenuta dopo anni!
Quindi non solo proteggendo la proprietà intellettuale e mettendo lucchetti alla libera circolazione dell'informazione, ma contribuendo attivamente alla diffusione del sapere e della conoscenza!


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TU NON ENTRI! 


Tutti paghiamo il canone RAI. O bisognerebbe.
Tutti dovremmo poter accedere a tutti i contenuti RAI, quindi.
Sia su Televisore, sia su web, per chi possiede una connessione ad internet.
Si dovrebbe.
Perché, se si usa per navigare sulla rete un browser che non sia Internet Explorer della Microsoft, parte dei contenuti non sono utilizzabili.
Uso oramai da parecchi anni il browser Mozilla Firefox.
Un browser completo, costantemente aggiornato e manutenuto dagli sviluppatori (una comunità internazionale senza fini di lucro), un prodotto sicuro ed affidabile, pieno zeppo di componenti aggiuntivi del tutto gratuiti, un progetto aperto e senza lucchetti di sorta.
Un browser che ha implementate tutta una serie di funzioni che solo ora con l'attuale versione 7 di Internet Explorer, sono state rese disponibili anche agli utilizzatori da Microsoft.
E di certo, Firefox, è sempre stato un prodotto più sicuro e meno esposto a rischi.
Ma se ho intenzione di recarmi sul sito della RAI, alcuni contenuti mi sono preclusi, poichè è stato deciso di affidarsi, per la loro implementazione, ad un componente esclusivo di Internet Explorer chiamato ActiveX, funzionalità oramai essa stessa ritenuta obsoleta e poco usata.
E' vero che esiste un "plug-in" per Mozilla Firefox per poter gestire i controlli ActiveX, ma questo non è più aggiornato da tempo, considerato il progressivo abbandono oramai di tali controlli. Anzi nelle nuove versioni di Firefox si rischia di causare ripetuti malfunzionamenti installandolo.
Mi sorge quindi spontanea una domanda.
Perché ci si ostina ad utilizzare dispositivi proprietari(e non mi riferisco solo al caso qui specificato), obbligando praticamente l'utente ad usufruirne, quando vi è la possibilità di usare strumenti oramai standardizzati da una pletora di organismi internazionali?
Mi aspetterei questo da una figura privata che è libera di aderire o meno a standard definiti, ma non da un'azienda pubblica che DEVE rendere accessibile a chiunque i contenuti che propone!
E come c'era da aspettarsi, tale situazione, ha acceso subito gli animi sulla rete, poiché, al di la del browser utilizzato per navigare, sono stati esclusi dalla fruibilità di tali contenuti, ad esempio tutti gli utilizzatori di sistemi operativi diversi da quelli Windows, ad esempio Linux!
Per contrastare tale decisione degli ambienti RAI, si sono costituite due iniziative, DisActiviamo il Servizio Pubblico e DeActiveX!, con la precisa missione di inondare le caselle RAI di mail di protesta.


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Dentro e Fuori Casa 


Due vicende diverse.
Lontane tra loro.
Una qui di casa nostra.
L'altra d'oltre oceano.
Lontane anche nel tempo.
Quella di casa nostra di qualche giorno fa, l'altra del 2001.
Due diversi aspetti dello stesso modo di essere.
La prima vicenda, la più lontana, nello spazio e nel tempo.
11 Settembre 2001. Crollo delle due torri gemelle del WTC, New York, Stati Uniti.
Il sindaco di allora, Rudy Giuliani, quella mattina, appena saputo della crisi dovuta allo schianto dei due aerei sulle torri, allestì una postazione di gestione della crisi a poca distanza dall'evento, al 75 di Barkley Street.
All'improvviso prima del collasso delle due torri, furono avvertiti del pericolo di crollo imminente e decisero di abbandonare l'edificio in cui operavano, in cui rimasero intrappolati per 10-15 minuti, come lo stesso sindaco di allora riportò in un'intervista rilasciata lo stesso giorno dal giornalista Peter Jennings alla ABC News.
Quello che emerge da questa storia è la scarsa considerazione della vita umana.
Già prima del crollo si era a conoscenza dell'evento, sicuramente in pochi ne erano a conoscenza, sindaco compreso, ma non si fece nulla per sgomberare le persone che erano presenti lì, sopratutto per quelle in quel momento impegnate nelle operazioni di soccorso.
Magari si avrebbe avuto un effetto limitato, ma di sicuro almeno qualche vita umana sarebbe stata salvata.
Invece si decise semplicemente di fare sgomberare l'edificio da cui Rudy Giuliani gestiva l'unità di crisi.
Questa intervista fu poi in parte ritratta da Giuliano, che affermò che non consideravano il crollo imminente, ma che questo sarebbe comunque avvenuto nelle 8-9 ore immediatamente successive.
Per farsi un'idea dell'accaduto si veda su YuTube un filmato montato dalla redazione di luogocomune.net.
E' sicuramente un montaggio orientato a dimostrare le tesi cosiddette "complottiste" riguardo l'11 Settembre.
Ma quello che a me preme sottolineare qui, è la pochezza in cui viene tenuta in considerazione la vita.
E come si prendano e si distorgano le proprie stesse affermazioni solo per un tornaconto personale.
La seconda vicenda qui in Italia, pochi giorni fa'.
Protagonista il Senatore Gustavo Selva di Alleanza Nazionale.
E' stato lo stesso senatore a raccontare, durante l'intervista televisiva su La7 di aver "detto una piccola bugia, un trucchetto da giornalista per arrivare qui", dato l'intenso traffico a quell'ora.
Il Senatore ha simulato un malore ed ha preso un'ambulanza fuori da Palazzo Chigi che prima l'ha trasportato in ospedale e poi, su sua richiesta, lo ha portato dal suo cardiologo.
L'indirizzo del cardiologo, però, era quello degli studi di La7!
Dopo il vespaio di critiche piovute sul parlamentare così si è difeso:
"Uscito da Palazzo Chigi, mi sono sentito male. Un funzionario mi ha indicato l'ambulanza, ma non c'erano i dottori a bordo. Quindi sono andato in ospedale e lì stavo meglio. Mi volevano mandare un'auto, ma già che ero su, tanto valeva farmi dare un passaggio".
Peccato che prima lo smentiscano le sue stesse dichiarazioni, poi quelle del personale dell'ambulanza alla quale si era rivolto. E non da ultime dallo stesso responsabile del 118 intervistato proprio dal telegiornale de La7 la sera del giorno dopo il fatto.
Uno spregio nei confronti di chi realmente ha bisogno dei servizi di pronto soccorso, e di chi magari avrebbe dovuto attendere, aspettando un mezzo di soccorso impegnato in servizio taxi...
Ovviamente è dal 13 Giugno iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi del reato di truffa formulata dalla Procura di Roma ...
Ma non è finita.
In seguito alla vicenda il senatore avrebbe affermato che, per rispetto della reputazione dei suoi colleghi parlamentari, avrebbe dato le dimissioni, salvo poi ritrattare, affermando che metteva il suo mandato nelle mani degli altri suoi colleghi.
Di sicuro sulle eventuali dimissioni si terrà una votazione.
Di norma a scrutinio segreto...
Piccoli uomini in casa nostra.


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All'arrembaggio!!! (Parte Seconda) 


Si torna a parlare dell' "Affaire Telecom Italia".
Molti quotidiano hanno titolato nei mesi scorsi per giorni circa lo scandalo delle intercettazioni illegali Telecom Italia.
Si veda ad esempio quanto riportato su Repubblica il 23 maggio 2006, poco più di un anno fa:

"Ricordate lo spionaggio contro Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini? Era soltanto un capitolo della spy story che coinvolge la Telecom e che ora si arricchisce anche di un capitolo calcistico. Ma la vera notizia è che l'intero archivio illegale è stato finalmente trovato e quel che si immagina da tempo diventa purtroppo una realtà che inquieta. Gli spioni privati, ingaggiati e pagati da Pirelli e dalla sua controllata Telecom Italia, hanno raccolto migliaia di "fascicoli" sul conto di politici, uomini di finanza, banchieri e finanche su arbitri e manager di calcio.
I più prudenti e discreti, tra gli interlocutori, sono disposti a dire che "i file raccolti illegalmente sono decine e decine di migliaia". Altre fonti offrono un numero tondo: "I file sono centomila".
Gli uni e le altre concordano che una "schedatura" così ramificata non s'è mai vista dai tempi del Sifar del generale Giovanni De Lorenzo. Ora l'"archivio" è all'esame della procura di Milano. Che, dopo molti tentativi infruttuosi, è riuscita a entrare nella memoria di un computer difeso con dieci livelli di protezione e scovato quasi per caso."...(omissis)

Da tutto questo l'amministrazione Tronchetti Provera s'è sempre tirata fuori sostenendo di non avere nulla a che fare con ciò.
Ogni cosa era stata fatta ad insaputa dei vertici aziendali.
Le ipotesi allora possono essere solo le seguenti.
- Vi era un gruppo di persone che per propri interessi personali (magari economici) aveva creato un'associazione a delinquere finalizzata a "controllare" personaggi politici, giornalisti, uomini della finanza...
- Questa operazione era gestita da gruppi deviati dei servizi di intelligence per scopi occulti.
Qualunque di queste ipotesi mette in evidenza un fatto sostanziale.
Nel caso migliore la direzione aziendale del gruppo dirigenziale di Telecom Italia, è stata al minimo irresposabile e superficiale.
Ripeto, al minimo, anche in assenaza di responsabilità dirette, i vertici dell'azienda si dimostrarono incompetenti nell'amministrare il comparto di sicurezza della telefonia.
Centro essenziale e nevralgico di tutta l'infrastruttura informativa del paese Italia.

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All'arrembaggio!!! (Parte Prima) 


Ieri sera mi trovavo a vedere su RAI2 per una ventina di minuti la trasmissione "Anno Zeo".
SI parlava di Telecom Italia, di Tronchetti Provera e via dicendo.
Nulla di nuovo.
Per chi ha l'abitudine di bazzicare in rete, sarà capitato più volte di imbattersi in argomenti del genere (vedasi il blog di Beppe Grillo) e questi non saranno di sicuro argomenti nuovi.
Perchè parlarne allora?
Perchè a quanto pare in Italia siamo abituati a parlare di tutto, a lamentarci di tutto, senza in realtà fare mai niente di concreto, probabilmente perchè non bene a conoscenza delle cose. E perciò rimarcare alcune considerazioni non può fare mai male!
Nel nostro paese sono possibili alcune cose strane e particolari.
Controllare società attraverso meccanismi di scatole cinesi, essere nel cosiglio di amministrazione di più società, anche in conflitto d'interessi tra loro, controllare una società anche con quote irrisorie di azioni ed avendo a disposizione pochissimo capitale.
Vediamo come funzionano le cose.
Mi si perdoni l'estrema semplificazione ed approssimazione.
Ci sono società come Telecom Italia, che hanno un azionariato diffuso, specie tra i piccoli rismarmiatori, gestito per lo più da istituti finanziari.
E' permesso che uno "zoccolo duro" di azionisti che detengano un pacchetto di azioni di "maggiornaza relativa" possano gestire tale società.
Supponiamo ora che io possegga il controllo di una società, piccola. Chiamiamola Pallina.
Non ho molti capitali.
Tramite i miei soldi (pochi) e l'aiuto finanziario magari di una banca (dando come garanzia la società medesima), costituisco un'altra società, o la rilevo (chiamiamola Palla).
Di quest'ultima ho solo il pacchetto di maggioranza relativa, in modo tale da non usare troppi capitali (che non avrei).
Con un finanziamento nuovo, gravato sulla società acquisita (Palla), acquisto il controllo di maggioranza relativa di un'altra società ancora (diciamo Pallona).
E così via sino ad avere il controllo di una grossa società, chiamata Testa.
Già di per se un meccanismo siffatto è "abnorme".
Investendo pochissimo, avendo le adeguate coperture in ambienti bancari e finanziari, posso avere il controllo di una società che supera di migliaia di volte il capitale che magari ho investio!
Ovviamente indebitando tutta la struttura!
Ma non è finita!
Posso ancora guadagnarci nonostante il forte indebitamento di tutte le scatole una dentro l'altra.
Come?
In molti modi.
Vediamone uno.
Supponiamo ancora cha la veramente grossa azienda Testa possegga anche molti immobili.
Io allora, tramite la società più piccola iniziale Pallina, costituisco una società nuova di gestione immobiliare di nome Casa.
Siccome ho il controllo di Testa, vendo a Casa quasi tutto il patrimonio immobiliare di Testa appunto.
Non al prezzo reale dei beni ovviamente, ma supponiamo ad un terzo del loro reale valore.
La società Casa, ovviamente, compra il tutto con ulteriori finanziamenti dalle banche, dando come garanzia i beni in acquisizione, che valgono molto di più in realtà del prezzo di acquisto.
E ancora.
Sempre Casa concede in affitto, magari a prezzi esorbitanti, i beni acquisiti a Testa, che ne ha bisogno per le sue sedi operative e di gestione, realizzando per Casa un introito costante e renumerativo, che in poco tempo la farà rientrare del capitale esposto per le acquisizioni.
E non solo.
L'anno contabile di Testa relativo alle cessioni del patrimonio immobiliare sarà in enorme attivo, date le vendite. E ovviamente invece di ripianare il debito della società Testa, divido gli introiti ricavati come dividendi sulle azioni.
Con un duplice vantaggio.
Ci faccio bella figura con gli azionisti a cui faccio vedere la gestione in attivo della società.
Ci guadagna ancora la società che controlla Testa, avendo ovviamente un pacchetto azionario in tale società.
La situazione finale?
Una cascata di società piene di debiti.
Una montagna di soldi per me che controllo la società iniziale Pallina.
E questo è solo uno dei tanti meccanismi permessi dal nostro sitema finanziario per realizzare enormi guadagni non avendo quasi nulla.
E i meccanismi di controllo sui comportamenti delle società quotate in borsa esiste in Italia?
Si ovviamente.
E' la Consob.
La stessa Consob che ha permesso il realizzarsi di tali situazioni senza mai intervenire.
No anzi è intervenuta.
Proprio nel caso Telecom.
Ma non nei confronti della gestione di tale società.
Ebbene, invece, nei riguardi di Beppe Grillo per "turbativa azionaria", come riportato in alcuni post sul blog del comico, di fronte al tentativo di associazione di azioni Telecom per farsi rappresentare di fronte al Consiglio di Amministrazione Telecom Italia da Beppe Grillo appunto.
Mi faccio spesso una domanda.
Vogliamo continuare a lasciare le cose così come stanno?


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Non c'è verità senza giustizia (Papa Giovanni Paolo II)  

Ho chiesto a Marco Marchese se potevo ripubblicare su questo blog le righe da lui scritte su Bispensiero.
Mi ha gentilmente accontentato. :-)
Ecco il suo intervento.



Il buon pastore è quello che va a cercare la pecorella smarrita.. (Vangelo)

Non c'è verità senza giustizia (Papa Giovanni Paolo II)

Ci tengo a scrivere le mie considerazioni su quello che è successo.. perché lo sapete (o forse no) in una trasmissione è sempre difficile dire tutto quello che si pensa (sia perché ci sono degli autori che comunque già hanno una scaletta da far seguire, sia perché in questa trasmissione tutti erano attaccati allo schermo per aspettare l'errore dell'uno o dell'altro).

Per questo scrivo qui, dove nessuno vuole censurare. Fino a poco prima della trasmissione la mia presenza era in forse (per questioni di "equilibrio", così come alla fine non sono stati presenti alcune testimonianze e le relative persone che stanno dalla parte delle vittime, anche se dall'altra c'è un pedofilo travestito da prete).

Ma penso (e voi tutti siete liberi di non pensarla come me) che sia mancata l'occasione alla chiesa (per intenderci parliamo di chi è alla guida di questo gregge) di poter parlare direttamente a tutte le vittime che erano davanti al televisore.

I politici

Tante le polemiche in questi giorni, soprattutto politiche, dove qualcuno si domanda: "il quesito essenziale è su come si spendano i soldi della rai, servizio pubblico, nel mandare in onda un filmato come quello che parla dei crimini commessi da alcuni preti!". Ma come mai non si chiedono come vengono spesi i nostri soldi quando trasmettono i reality show? Ipocriti! E poi c'è chi definisce "spazzatura" il filmato quando in definitiva nessuno degli intervenuti dalla parte della chiesa (Fisichella e Di Noto) ha affermato questa cosa: ci si è limitati a sottolineare che il silenzio di cui si parla è un silenzio processuale e non sistematico, e che non tutti i preti sono pedofili! Dove stava la spazzatura? E cosa dire di quel politico che esclama "ieri sera ho provato infinito dolore guardando la trasmissione di Santoro." Quasi quasi credevo che qualcuno si fosse commosso per il dolore delle vittime del filmato o per i racconti degli amici coraggiosi di Firenze. Invece... quel politico si era commosso per l'attacco che la chiesa ha dovuto subire!!!! Poi c'è chi dice che per completezza bisognava anche dire che "milioni di bambini sono salvati dall'opera caritatevole della chiesa" . Trovo assurdo che quando si parli di chiesa ci sia tutto questo tamtam... come se i telespettatori non fossero in grado di pensare e di discernere da soli: non era e non è in discussione l'operato della chiesa, ma quello delle gerarchie ecclesiastiche nel gestire il problema della pedofilia al suo interno! È come se quando si parla di pedofilia all'interno delle scuole qualcuno potesse pensare che è in discussione l'operato di tutti gli insegnanti o addirittura del ministero della pubblica istruzione!!!!

Tutti hanno chiesto la par condicio (si anche per la chiesa!): purtroppo però quando si consumano gli abusi nelle sacrestie e negli oratori la par condicio non c'è, perché non c'è nessuno che difende le vittime!

Allora politici: tornate ad occuparvi di politica, cercate di guadagnarvi quei "pochi" spiccioli che lo Stato vi dà per il vostro meritevole lavoro (ah.. come per il servizio pubblico rai, anche quei soldi ve li diamo noi!!!), avrete fatto il vostro dovere!

La redazione (www.annozero.rai.it)

Forse non si sono sentiti liberi del tutto e forse non lo sono stati... ma hanno cercato di essere "equilibrati", hanno dovuto smontare la propria scaletta, adattarla alle esigenze di par condicio... sono stati coraggiosi, Santoro lo è stato, ma forse potevano fare di più... forse si poteva affrontare l'argomento diversamente, con altri ospiti oltre ai presenti, forse invitando anche coloro che assistono le vittime della chiesa e che devono fare i conti con "la pressione psicologica" (vogliamo chiamarla così?) che spesso viene fatta dai vertici ecclesiastici. E al riguardo penso a tutte quelle volte che, appresa la notizia di un'indagine contro un sacerdote, hanno sempre manifestato fiducia e solidarietà all'indagato, approfittando dei propri pulpiti, inviando lettere in tutte le parrocchie. E mi dite, cari amici della redazione perché qui non c'è stata par condicio???!!!!!

Forse dovevano invitare chi quel video con coraggio lo aveva diffuso in Italia (con i sottotitoli in italiano) per informare, senza censure, senza preconcetti. E mi riferisco a www.bispensiero.it, che a differenza di tanti, fornisce l'informazione, e lascia ai lettori la libertà di farla propria: cioè non la censura, non la pre-imposta, sapendo che l'uomo è dotato di intelligenza per capire da solo!!!!

Santoro è stato bravo, a parte qualche battuta che avrebbe potuto evitare, ma posso immaginare le pressioni di questi giorni...

Ma una cosa... il filmato è stato trasmesso... adesso tutti penseranno alla prossima puntata del giovedì... ma per noi, purtroppo, il problema non è concluso!

Dobbiamo dare voce alle vittime, senza che ci sia "la par condicio". E non permettendo mai alle vittime di sentirsi sole e colpevoli di quello che è loro accaduto!


La chiesa

La chiesa (ancora per intenderci parlo dei rappresentanti della chiesa) ha preferito parlare di documenti, tecnicismi, lasciando ancora insoluti i nostri dubbi e le nostre domande...

Alla domanda perché i vescovi, quando ne vengono a conoscenza, non denunciano il fatto alla magistratura, rispondono che dipende: in alcuni paesi si ha l'obbligo di denuncia (in italia no). "può essere successo che un vescovo abbia preferito fare il processo canonico piuttosto che avviare quello civile. Ma nulla vieta a chi subisce la violenza di andare dal magistrato..."

Naturalmente ringraziamo mons. Fisichella per averci ricordato la possibilità di andare dal magistrato! Forse conviene andare direttamente dal magistrato! Perché che senso ha che una vittima si rivolga alla chiesa (ad un vescovo o un prete) per ricevere aiuto, per fare in modo che quel pedofilo non possa fare più del male a nessuno, e poi venga lasciata sola, nel suo silenzio!??

Ieri, monsignore, in un'intervista diceva che la chiesa con molta fermezza interviene lì dove c'è l'errore: ah, se c'è l'errore, evidentemente c'è anche chi ha subito un torto! Quindi evidentemente non basta fare un processo canonico, che nella maggioranza dei casi si conclude semplicemente con uno spostamento del prete da una chiesa all'altra! Non è così che si affronta la pedofilia! E lo dovrebbe sapere bene l'altro prete che con fermezza lotta contro la pedofilia: il pedofilo va fermato... E di certo vogliamo dimenticare il messaggio che ha voluto dare quando, dicendo a Santoro che si tratta di una questione delicata, afferma: "se sua figlia le dicesse: <<papà mi hanno toccata... è stato lo zio>>, lei non farebbe pubblicità!". E cosa farebbe Santoro, mi chiedo! Direbbe a suo cognato o fratello di cambiare casa?! Fregandosene di sua figlia!!??

Anni fa il Papa ha chiesto scusa a nome di tutta la chiesa per le ingiustizie che ha commesso in passato! Ma anche allora non era certamente tutta la chiesa ad aver sbagliato!!!! E nessuno lo pensa! Non è necessario che ci ricordino che ci sono migliaia di preti impegnati a fare del bene: lo sappiamo bene anche noi! Ma la chiesa non fa abbastanza... Soprattutto, caro monsignore... La chiesa non fa seguire i fatti alle parole: lei dice che verso le vittime tutti quanti noi, in ogni caso, dobbiamo avere il più grande rispetto e la più grande vicinanza e anche verso le loro famiglie!!! Allora perché non ha approfittato alla fine della trasmissione per dircelo in faccia? E solo ad anno zero eravamo "pubblicamente" in 6?!!!!!! Avrebbe fatto un affarone fermandosi a parlarci... a venire incontro alle sue pecorelle!!!!!

In che modo manifestate la vostra solidarietà alle vittime e il vostro sostegno? Perché non ha approfittato per dire ai suoi confratelli di aiutare le vittime a denunciare, per fare pulizia nella chiesa?

E che dire di quei pedofili che si sono rifugiati in Vaticano o in altri paesi per non essere processati nei paesi dove hanno commesso gli abusi? Non ha detto nulla al riguardo...

E che dire del fatto che chi ha per anni protetto i pedofili travestiti da prete, ha potuto celebrare una delle messe in suffragio di Papa Giovanni Paolo II? Come pensa che si siano sentite le vittime nel vedere la persona in cui avevano posto la fiducia e che invece le ha lasciate sole, proteggendo i pedofili, celebrare la messa dinanzi a milioni di persone? La chiama giustizia?!

Sinceramente trovo che affrontare il problema della pedofilia nella chiesa limitandosi a riferire alcuni "tecnicismi" quasi da abile avvocato serve solo a sviare il problema: forse bisognerebbe parlare della formazione dei seminaristi o di altro! Ma dato che comunque molti suoi interventi si sono basati sui documenti che teneva in mano, poteva spiegarci almeno perché in quei documenti non si parla mai di aiutare le vittime? E poi, mi dica seriamente se pensate di risolvere questi problemi semplicemente con dei processi canonici contro il prete!!! Tra l'altro si legge che bisognerebbe fare le indagini... come pensate di farle? Non credete che quello sia il compito della magistratura del paese dove il crimine è stato commesso?

A tutte le vittime dovevate dire di non avere paura di uscire dal silenzio! Dovevate dire che gli abusi vanno condannati a voce alta e non in silenzio!

E ricordi.. quando una vittima si rivolge alla chiesa per essere aiutata, è perché crede profondamente in essa... che però troppo spesso ha deluso.



Tratto da bispensiero
Marco Marchese: Mobilitazione Sociale

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Musica Libera. 

E' bellismo venire a conoscenza della volontà di offrire a tutti la propria creatività.
In modo libero è senza restrizioni.
Porprio come accade su http://www.jamendo.com/it/ dove gli artisti decidono di mettere a disposizione di chi la desideri la propria musica.
Una goccia nel mare.
Per crescere e scoprire cose nuove!

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NO AL TRUSTED COMPUTING! 

Che cosa è il Trusted Computing?
Diciamo che molto brevemente lo si può riassumere come una serie di tecnologie atte a "blindare" una piattaforma hardware o software (ad es. un personal computer). Tale blindatura consiste essenzialmente nell'impossibilità da parte di chicchessia di avere accesso ai vari componenti che compongono tale piattaforma, ed imponendo tutta una serie di restrizione di usabilità e di accesso che rimane "per sempre" di proprietà di chi l'ha implementata.
Facciamo un esempio concreto.
Compro un PC che fa uso di tale tecnologia.
Poniamo ad esempio che usi tale computer per un suo tipicamente d'ufficio.
Tutto ciò che realizzo in tale ambito è "usabile" solo nel contesto di QUEL PC.
Se chi ha implementato sia l'harware che i vari programmi che utilizzo, non ha previsto in modo esplicito che io possa esportare i contenuti che ho creato su di un'altra piattaforma, NON LI POSSO in nessun modo utilizzare su di un altro PC!
Non solo.
Se addirittura è stato impedito, nella progettazione di questo dispositivo, l'impossibilità di utilizzare altri programmi se non quelli forniti a corredo, io posso installare null'altro, ad esempio che so OpenOffice per redigere documenti.
Quindi, io compro un bel giocattolo e non sono proprietario nemmeno di ciò che realizzo!
Questo, è vero, è un esempio abbastanza esasperato, ma nemmeno tanto lontano dalla realtà.
E ovviamente, per le molteplici opportunità commerciali, che tutto questo potrebbe produrre, la cosa è già in avanzamento galoppante.
Se si vuole una descrizione più dettagliata di tutto questo, si vada sul sito http://www.no1984.org/, un'organizzazione dedita al contrasto della diffusione dell'approccio Computing Trusted.
Per una sua definizione puntuale si consulti invece la pagina su Wikipedia dedicata all'argomento.

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Beppe Grillo & l'Informazione Asimmetrica. 

Non posso fare a meno di ritornarci.
Stavo girando un pochino all'interno della rete e mi imbatto in un articolo di Beppe Grillo all'interno del suo blog e ripreso da Bispensiero.
Lo ripubblico integralmente qui sotto.
Le due cose che più mi colpiscono sono due. Il numero di preti denunciati 4392 nei soli Stati Uniti e l'entità della cifra in risarcimento parziale per le gli abusi commessi. Quasi un miliardo di dollari. In parti soldi nostri. O attraverso l'otto per mille diretto alla chiesa cattolica o attraverso i vari benefici introdotti dal concordato con il Vaticano e lo Stato Italiano. Sono sempre più toccato da questa vicenda.
Qui sotto il pezzo di Beppe Grillo.


"1 video in lingua inglese. Trasmesso in televisione 8 mesi fa dalla BBC. Da 8 mesi reso pubblico sul suo sito. Decine di milioni di telespettatori di lingua inglese. Forse 100 milioni lo hanno visto in Rete. Da 20 giorni è sottotitolato in italiano. 2 milioni di italiani lo guardano in Internet. Ogni giorno che passa si aggiungono altri 30.000 italiani.
Santoro ne acquista i diritti. Vuol fare uno scoop. Nessuno gli ha detto niente. 20.000 euro il prezzo di "Sex Crimes and Vatican". Praticamente un saldo. Gli hanno venduto la fontana di Trevi. Il mondo lo aveva già visto. Il Vaticano lo aveva già visto. Gli italiani collegati on line lo avevano già visto.
E' vero, qualcuno non lo aveva ancora visto. Bondi ad esempio, l'ex comunista della casa circondariale della libertà. Che quando sente certe cose si tappa le orecchie, chiude gli occhi e grida "quaqquaraquàquaqquaraquà". 5 milioni di telespettatori guardano Anno Zero. Persone che, evidentemente, non sanno l'inglese o che non hanno un collegamento alla Rete. Tagliati fuori dalla fregatura delle 3 I dello psiconano: inglese, informatica e Internet.
L'informazione in Italia è asimmetrica. C'è quella di Landolfi, presidente della commissione di vigilanza della Rai, che dice: "Quel filmato non andava neanche acquistato dalla Rai perchè finalizzato ad attaccare la Chiesa" e quella della Rete. Il filmato non attacca nessuno, riporta testimonianze, tristi, e fatti, di migliaia di preti denunciati, 4.392 negli Stati Uniti. 1 miliardo di dollari il risarcimento alle vittime pagato dalla Chiesa in America. Più o meno il nostro 8x1000.
Voglio ringraziare Bispensiero, che ha tradotto il video. Gli italiani non sanno nulla, nulla. Chi può traduca e metta on line le trasmissioni vietate in questo miserabile Paese. E' questa la vera rivoluzione."

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Sex Crime and Vatican 

Giovedi sera 31 Maggio 2007 è andata in onda su RAI2 la trasmissione di Santoro su "Sex Crime and Vatican".
Come già avevo avuto modo di appurare vedendo il filmato in questione sottotitolato in italiano oramai reperibile ovunque in rete nonostante la censura per diritti di copyright, ciò che più mi ha provocato oltre lo sgomento è stato l'orrore.
Secondo quanto affermato dal filmato sono stati numerosi nel mondo gli abusi compiuti su bambini da parte di esponenti della chiesa cattolica. Ma non è questo che tanto colpisce. Lascia molto interdetti il comportamento tenuto dalle gerarchie ecclesiastiche, improntato a celare il più possibile il fenomeno ed a lasciare del tutto impuniti i responsabili di tali azioni, decidendone il solo trasferimento ad altre sedi o parrocchie, ove puntualmente i fenomeni si ripetevano. Il tutto farcito da pressioni e minacce verso le vittime di tali abusi ed i loro familiari. Arrivando addirittura alla stesura di un documento riservato in cui venivano precisate le modalità di azione da adottare in casi del genere (prescrivendo una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi), misure che comprendevano la minaccia di scomunica nel caso di divulgazione del documento e degli abusi alle vittime, ai testimoni ed ai responsabili. Documento redatto dapprima nel 1962 col nome "INSTRUCTIO DE MODO PROCEDENDI IN CAUSIS SOLLICITATIONIS". L'impegno di imporlo per 20 anni fu affidato all'attuale papa, Ratzinger. Nel 2001 Ratzinger emanò un documento ulteriore, improntato alla stessa filosia, in cui veniva ribadita con enfasi la segretezza pena la scomunica.
Orrore quindi.
Per cosa?
Per ciò che hanno dovuto subire le vittime.
Per il documento redatto dalla chiesa che impone il silenzio pena la scomunica.
Per la sostanziale impunità dei responsabili degli abusi nei casi non venuti alla luce.
Per il perpetrarsi di tali atti a carico sempre degli stessi responsabili causati oltreché dall'impunità, dai reiterati trasferimenti causa ancora di abusi su altri bambini.
Per il fatto che il responsabile dell'applicazione di tale documento sia ora a capo della chiesa cattolica.
Sono perfettamente cosciente che la chiesa sia costituita perlopiù da persone serie, responsabili e dedite ad opere di assistenza e sostegno e che i responsabili di tali abusi siano solo un piccola minoranza. Ciò non giustifica le azioni compiute, non ammette l'impunità, l'omertà, l'irresponsabilità. Proprio per il compito che la chiesa si è assunta nel mondo.
E ancora meno a questo punto si capiscono le pretese di ergersi a paladini dei diritti naturali invadendo in modo poco opportuno la società civile con pretese di verità assolute verso uno stato laico per argomenti riguardanti le unioni civili, l'omosessualità, la ricerca scientifica.
La chiesa avrebbe ogni diritto di affermare ciò che ritiene il proprio messaggio, ma senza l'arroganza, la presunzione, l'innocenza dell'assolutezza di cui si erge.

Per approfondire questi temi è utile visitare i seguenti link:
Filmato del documentario BBC sottotitoli in italiano by Bispensiero
Reso nuovamente disponibile su Google Video
Documento originale di "Crimen Sollecitationis"
Beppe Grillo
Bispensiero
BBC NEWS PANORAMA

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Stupidità Europea. 


Essere nella Comunità Europea dovrebbe essere d'aiuto ad eliminare la stupidità italiana.
A volte invece si aggiunge stupidità alla stupidità.
E' notizia, come riportato da molta stampa, che:
"Al di là del Reno gli hacker e gli smanettoni non sono più ben accetti: la Repubblica Federale Tedesca ha appena approvato il già anticipato inasprimento delle leggi in materia di sicurezza informatica e tecnologica, mettendo di fatto al bando l'azione di esperti ed appassionati di reverse engineering e pratiche affini." come riportato su: Punto-Informatico
Ciò che ci si ostina a non voler stupidamente capire è che l'opera di "hacking" non è sempre "male".
Sembra (ma credo che sia proprio così) che le leggi vengano realizzate senza la consultazione di esperti del settore, ma semplicemente da persone senza reale competenza nelle materie che vanno a trattare. Ed a quanto pare non è solo costume italiano.
Definizioni:
hacking: studio dei sistemi informatici al fine di potenziarne capacità e funzioni (wikipedia)
reverse engineering: è il processo di prendere qualcosa (un dispositivo, un componente elettrico, un programma software, ecc.) e analizzarne in dettaglio il funzionamento (sempre wikipedia).
Quindi di per se termini che nulla hanno a che fare con aspetti negativi ed oscuri.
Ed invece si sono presi di questi concetti sogli aspetti potenzialmente pericolosi (tutto in potenza può essere pericoloso) e su questi si è imperniata la realizzazione di una legge a livello europeo.
Due considerazioni.
La prima.
Vi sono cose che possono essere considerate di per se pericolose. Una pistola ad esempio, e quindi è giusto limitarne la diffusione. Altre, un martello ad esempio no. Anche se con un martello si potrebbe uccidere.
La seconda.
Operazioni come l'hacking od il reverse-engineering sono in realtà di un utilità enorme. Primo perché se ho la possibilità di conoscere aspetti di un software, ad esempio, che compromettono la sicurezza, ho anche modo di adottare le eventuali contromisure. Poi perché non "dover" sapere come funziona una qualsiasi cosa è DEL TUTTO INACCETTABILE PER IL PROGREDIRE DELLA CONOSCENZA. Questo non vuol dire conoscere per appropriarsi indebitamente del lavoro svolto da qualcun altro. Vuol dire semplicemente imparare per poter utilizzare e progredire. Ma questo per le lobby dei brevetti e dei "segreti" DRM è non accettabile (protezioni DRM su file audio o video vengono codificati e criptati in modo da garantirne la protezione contro la copia, l'inoltro verso terzi non autorizzati e consentirne un utilizzo limitato wikipedia).
Troppi e troppo grossi interessi economici.
Si hanno presenti le corporazioni delle arti e dei mestieri in vigore nel medioevo e sino a tutto il periodo rinascimentale? Ostracismo assoluto verso la condivisione della conoscenza, che non deve essere oggetto del pubblico sapere. E' la dittatura della conoscenza!

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