I Libri di Davide Marchese

La Macina delle Parole

Rosaspinamilla e la Neve

Un Mondo Magico di mille Creature,

di Gatti di paesaggi sconfinati e meravigliosi.

 

 

 

Vi sono Mondi che trascendono il nostro. Spesso imperscrutabili.
Dimensioni in cui il pensiero può dirigersi e godere di posti e paesaggi senza eguali.
Nel fantastico Mondo della nostra mente.
Mondi che nondimeno hanno una propria esistenza e certa realtà.
Non esiste un un'unica dimensione del pensiero,
ma una moltitudine di pensieri differenti e con pari dignità.
Di ciò questo libro tratta.
Della libertà della condizione della nostra mente.

...vi è in special misura, una specie che più delle altre gode
della facoltà, essendo a noi superiore in un modo che non
potrei meglio definire, di potersi muovere tra tali Mondi.
Senza sforzo e con agilità passare e vivere a volte
contemporaneamente in due Mondi diversi.

Gatti. Sono i gatti.

Per molti ciò non è sorprendente, anzi forse aspettato.
Da sempre hanno accompagnato e pervaso la nostra cultura.
Ciò che da i più accorti ed eruditi è pensato, consiste nella
constatazione che probabilmente la nostra presenza ha
accompagnato nella storia, la storia felina.

...
Mentre se ne andava, Rosaspinamilla, sentì come un brivido
correrle lungo la schiena. Avvertiva come una presenza
negativa intorno. Non se ne seppe dare ragione, ma fu come
se una corrente gelida la colpisse alle spalle. D’improvviso.
La cupezza prese il sopravvento, cancellando in un solo attimo,
quei giorni rilassati e piacevoli. Un triste presentimento le
attraversò la mente. Tentò inutilmente di cacciarlo, ma poi
le si ripresentò subito.
Non disse nulla, non voleva fare preoccupare inutilmente,
pensò, i propri compagni.

Il Penultimo Uomo

Colui che credeva di avere ancora un'anima.

 

Il Penultimo Uomo Copertina Prima

 

 

Un mondo normale.
Fatto di gente normale.
Anche noioso se vogliamo, com’è la vita a tratti.
Poi la necessità di conformarsi ad un fatto inaspettato.
Cambia tutto. Cambia il mondo stesso.
E l’Uomo perde quella parte di se che lo caratterizza in quanto Uomo.
Dievine un guscio vuoto, mortale.
Senza più alcuna traccia dell’anima.

Forse questo è un periodo oscuro.
Ma anche i periodi oscuri possono essere propedeutici a nuove rinascite.
Si può vivere nella speranza che non sia un’oscurità ‘definitiva’.
Più spesso però chi vive in quei precisi momenti ha come unica consapevolezza,
la fine del ‘suo Mondo luminoso’.
Vi sono persone buone, cattive, indifferenti, altruiste ed egoiste.
E’ difficile vivere la quotidianità con lo spettro continuo dell’angoscia.
Ci si annichilisce nella consapevolezza del momento.
Se poi questi momenti si susseguono gli uni agli altri,
beh,
l’Uomo rischia di perdere la sua Anima immortale.

Non siamo eroi.
Siamo attori presenti.

A volte solo marionette guidate da sottili fili di determinata disumanità.
Se non siamo in grado, ora ed adesso, di rivendicare la parte di noi che rimane umana,
allora diverremo a poco a poco automi, macchine, controllate da dispositivi biomeccanici.
Da esseri immortali diverremo solo gusci mortali, sgonfiati dal Dio Tempo.